Herpes: guida ai rimedi naturali

herpes

L’herpes è una malattia infettiva molto frequente che attacca cute e mucose.

È provocata da un virus, l’Herpes simplex, del quale si conoscono due tipi. Il primo è responsabile di quella che comunemente viene chiamata “febbre” e che compare attorno alla bocca, naso, occhi o in altre zone della pelle.

Il secondo, ben più diffuso di quanto si pensi, si manifesta nelle zone genitali e si trasmette sessualmente.

Altri tre tipi di herpes, poi, causano la varicella, la mononucleosi e l’herpes zoster o “fuoco di Sant’Antonio”.

I sintomi

Herpes di primo tipo

L’herpes di primo tipo si trasmette principalmente con il bacio, ma anche condividendo posate, bicchieri o asciugamani “infetti”.

bacio

Le lesioni appaiono entro 2 o 10 giorni dopo l’esposizione, dapprima con un bruciore locale, ed eventualmente ghiandole gonfie e doloranti, o con un po’ di febbre e dei leggeri sintomi influenzali. In seguito compaiono piccole vescicole bianche che una volta formate, rimangono sulla pelle per anche fino a 5 giorni per poi aprirsi e formare una crosta che tende a cicatrizzare spontaneamente nel giro di un paio di settimane al massimo. Quando appaiono i primi segni, il virus è già attivo sotto la pelle ed è altrettanto contagioso di quando appaiono le lesioni.

L’herpes riappare in molti casi dopo un primo attacco (reiterazione). Alcune persone hanno un attacco di herpes generalmente a seguito di situazioni stressanti; lo stress infatti diminuisce la resistenza alle malattie e rallenta l’attività del sistema immunitario, quindi è fondamentale riuscire a sentire e riconoscere quando siamo eccessivamente sotto pressione per lunghi periodi.

herpes di secondo tipo

L’herpes di secondo tipo si trasmette generalmente attraverso il contatto sessuale, ma può trasmettersi anche in un rapporto orale o attraverso le mani. La piaga attiva a livello genitale non è sempre visibile poiché può attecchire nel pene o nel fondo della vagina.

herpes genitale

Le lesioni provocate da questo virus sugli uomini sono di solito localizzate sul pene, sullo scroto e raramente all'interno del canale urinario. I primi segni sono una sensazione di prurito o di intorpidimento sul pene e una possibile sensibilizzazione nella zona dei testicoli e dell’inguine. Può manifestarsi anche stanchezza e malessere generale.

Nelle donne si producono sintomi spesso simili a quelli degli uomini, così si avrà prurito e/o intorpidimento nella zona circostante l’ingresso della vagina e la parte superiore interna delle cosce diventa particolarmente sensibile. Si possono manifestare anche mal di testa, febbre e sensazione di malessere generale. Le vesciche, se esterne, sono molto evidenti e si formano sulle grandi labbra o sulle piccole labbra della vagina, intorno al clitoride o intorno alla zona anale. La maggior parte delle donne manifesta l’infezione anche o soltanto all'interno della vagina con fenomeni di irritazione e perdite acquose.

È stato scoperto che le donne che soffrono di herpes vaginale hanno una maggiore incidenza di cancro al collo dell’utero, pertanto dovrebbero sottoporsi al pap-test una volta all'anno. Nei casi di infezione genitale è bene praticare sesso sicuro per proteggere il partner da eventuali contagi. I neonati contagiati alla nascita da herpes vaginale rischiano lesioni cerebrali.

L’herpes è però una patologia di terreno, per cui possiamo facilmente distinguere due tipologie di individui: gli herpetici e i non herpetici. Si può anche essere portatori sani del virus non manifestandone tuttavia i segni patognomonici.

L’alimentazione da seguire

Il cibo è uno dei migliori strumenti che madre natura ci offre a costi sostenibili per tenere sotto controllo il nostro equilibrio biodinamico e di conseguenza la nostra salute individuale. È infatti attraverso gli alimenti che possiamo sia aggravare che alleviare le patologie da cui siamo colpiti, offendo al corpo stress tossici o materiali funzionali al catabolismo: vitamine, oligo-elementi, enzimi specifici.

Ricordiamo che quanto più un cibo è complesso e raffinato, più l’intero organismo deve impegnarsi per scomporlo e poterlo utilizzare e quindi spreca risorse altrimenti utili soprattutto in caso di patologie acute. E inoltre fondamentale ricordare che gli alimenti operano in sinergia: è quindi utile riuscire ad ottimizzare ed esaltare le loro peculiarità accompagnandoli tra loro con gusto ed intelligenza.

Da evitare

L’infezione herpetica in quanto infiammazione, riscaldamento del corpo, ci suggerisce intuitivamente l’esclusione di cibi “caldi” ed eccitanti: l’alcool, lo zucchero, il caffè, le bevande gassate e contenenti additivi chimici e coloranti artificiali, cibi grassi, complessi e di difficile digestione.

caffè

 

Sarebbe bene escludere, o diminuire drasticamente dalla dieta, per qualche giorno i carboidrati complessi, quindi niente farine, pane, pasta, pizza, ma anche niente cereali come grano, frumento, avena, orzo, farro, kamut, ricchi di glutine, una proteina complessa che l’organismo fatica a metabolizzare.

Colpevole della riattivazione del virus latente sarebbe un amminoacido, l’arginina. Da bandire i cibi che ne sono ricchi, soprattutto noci, mandorle, arachidi, cioccolato e anche alcuni tipi di vino rosso.

Da mangiare

La lisina, che è un amminoacido essenziale (cioè il nostro organismo non è in grado di sintetizzarlo) la cui funzione principale è la formazione di nuovi tessuti in casi di ferite, interventi chirurgici e lesioni fisiche, pare sia ottima in caso di herpes.

Gli alimenti ricchi di lisina sono legumi, come ceci, fagioli, fave secche, lenticchie secche, piselli secchi, fagioli e germogli di soia, carne, pollo, maiale, agnello, pesce in particolare il merluzzo sotto sale.

legumi

Si può anche reintegrare la quantità di silice organica che giova particolarmente alla cura dell’herpes. Quindi si a segale, miglio, patate, topinambur, mais, asparagi, riso, girasole (olio spremuto a freddo la mattina a digiuno) e prezzemolo (ricco anche in vitamina A e C).

Mangiare cibi yin, come abbiamo imparato con la nostra guida alla cucina macrobiotica, freschi e freddi che calmano gli organi vitali (cavolo, pere, limoni, rape bianche, germogli di bambù, soia); cibi “ terra” dolci (piselli, grano, datteri, ginseng, liquirizia) che invece nutrono l’energia vitale e armonizzano lo stomaco.

I cibi metallo come zenzero, aglio, peperoncino rosso (quest’ultimo purtroppo riscaldante) neutralizzano e disperdono le tossine accumulate nel corpo.

I rimedi naturali

Il riposo principalmente. L’attività fisica regolare, se fosse possibile all'aria aperta per favorire l’ossigenazione e delle belle passeggiate quotidiane (anche solo 10 minuti) in zone immerse nel verde possono giovare al nostro caso.

Cercare di capire cosa fa scattare la crisi"… e qui ad ognuno il proprio percorso di auto-ascolto.

La fitoterapia

Con la fitoterapia si possono provare applicazioni topiche di Calendula TM, Hypericum TM e Propoli al 20% dopo averli diluiti in una uguale quantità di acqua. Pomate con estratti di calendula, propoli o mimosa possono alleviare i sintomi. Oppure, un semicupio di camomilla o molto meglio di calendula. Durante la crisi: lavare la parte e lasciarla all'aria per far seccare la ferita. Si può applicare argilla sulla parte più volte al giorno, aiuta a guarire e allevia.

L’azione principale è riequilibrare il sistema immunitario e ripulire il nostro organismo sottoponendolo ad un lungo protocollo di cura, anche di un anno.

Echinacea

Consigliamo di utilizzare principalmente dell'Echinacea fino alla scomparsa del problema.

echinacea

L’Echinacea (Echinacea angustifolia) è una pianta diffusa in tutto il Nord-America e presenta numerose specie. La più attiva è la purpurea, che ha la maggior percentuale di acido cicorico responsabile dell’azione immunostimolante.
L’uso terapeutico dell’Echinacea nel trattamento esterno di ferite e ustioni, in quello interno di tosse, malattie da raffreddamento, mal di gola, risale agli Indiani del Nordamericani. E’ utile in tutte le malattie dovute ad impurità del sangue. Può essere considerata l’antitossico per eccellenza.

Indicazioni terapeutiche e dosi

Decotto: mettere la radice a pezzi in acqua fredda, portare ad ebollizione lasciarla bollire per altri 15 minuti in rapporto di 1-2 gr ogni 100 gr acqua. Filtrare e consumare entro le 24 ore.
Tintura madre: la pianta non è tossica a dosi elevate, ma provoca una forte salivazione. Per l’herpes si consigliano 25 gocce fin dai primi sintomi in poca acqua ogni due ore, poi 4 volte al giorno per tutta la durata della crisi. Se utilizzata subito previene e abbrevia la crisi.

Tintura Madre di Propoli

Anche la Tintura Madre di Propoli, sia per uso esterno a livello dermatologico o interno per assunzione diretta, è ottima in caso di infezione erpetica. Ricordiamo infatti che la propoli è un potentissimo antivirale e, per quanto riguarda l’Herpes simplex del tipo 1 e 2, la propoli ha azione diretta inibendone la crescita e rallentandone la moltiplicazione.
Presenta inoltre una forte azione anestetica locale paragonabile a quella causata dalla novocaina e maggiore, secondo alcuni, a quella della cocaina e procaina. È, inoltre, cicatrizzante e epitelizzante. Creme e unguenti a base di propoli stimolano la rigenerazione dei tessuti in caso di piaghe o ferite; favoriscono l’assorbimento della vitamina C, fondamentale per la sintesi del collagene.

Equiseto

Potente diuretico ed antinfiammatorio, è anche un ottimo depuratore del sangue; favorisce l’eliminazione dei cloruri senza danneggiare i reni.

equiseto

L'Equiseto, grazie anche alla presenza di saponine e di minerali come potassio, calcio, zolfo e manganese, risulta un'ottima soluzione alle pelli grasse; ha proprietà elasticizzanti e riepitelizzanti , indispensabile alla fissazione di acqua nei tessuti; ma è soprattutto ricchissimo in Silice organica che ricarica l'organismo permettendo di ristabilire l'equilibrio ionico (osmosi) delle cellule danneggiate o indebolite e ripristinare lo scambio cellulare. Protegge e rinforza disintossicando cellule e tessuti; agendo sull'organismo interno, riequilibra gli organi e la loro funzionalità derivata da carenze alimentari e nutrizionali. Accelera la cicatrizzazione delle ferite anche interne. Rinforza il sistema immunitario e ha un'azione preponderante nel bilanciamento endocrino.

Indicazioni terapeutiche e dosi:
Equisetum in polvere assunto nella dose di 1/2 od 1 cucchiaino da te' al mattino in acqua, x 45 giorni.

oli essenziali

Tra gli oli essenziali più efficaci segnaliamo:

  • Niaouli (Melaleuca quinquinervia)
  • la Ravensara aromatica
  • l’Eucalyptus raviata ben tollerati se somministrati in ovuli.

Altri rimedi

Bardana (Arctium lappa)

bardana

Si utilizza la radice. Anch'essa è depurativa, antisettica, sudorifica, stimolante delle secrezioni epato-biliari e ovviamente diuretica.

In infusi, compresse o tintura madre: 6-25 gocce in poca acqua tre volte al giorno.

Bosso (Buxus sempervirens)

Si utilizzano le foglie e la corteccia delle radici; ha proprietà depurative, sudorifiche, lassative, disinfettanti, cicatrizzanti, febbrifughe ed inoltre come la Bardana stimola le secrezioni epato-biliari.
In infusi o tintura madre: 25 gocce prima de due pasti principali.

Saponaria (Saponaria officinalis)

Si utilizza la pianta intera. Ha proprietà depurative, diuretiche, sudorifiche, aumenta le secrezioni epatobiliari, vermifughe.
Tintura madre: 25 gocce due volte al giorno.

Salsapariglia (Smilax aspera)

Di cui si utilizza la radice, è consigliata dalla fitoterapia cinese.

Proprietà: similprogestinico, diuretico, depurativo, elimina le impurità del sangue e stimola il sistema immunitario.

Decotto: un bel pezzo di radice pestata nel mortaio per tazza, 2-3 tazza al giorno per tutta la durata della crisi.

Tintura madre: 50-100 gocce al giorno diluite in una bottiglia d’acqua.

Altri consigli

Si può unire l’azione dell’Echinacea a quella della Smilax aspera e fare infusi di Bardana.

Se la crisi dovesse ripresentarsi o le terapie indicate non dovessero funzionare si può provare con trattamenti di “terreno” come l’omeopatia, l’agopuntura, la kinesiologia olistica.

Oppure, per stimolare il sistema immunitario: Echinacea T.M + Eleuterococco T.M + Equisetum T.M 40 gocce di ognuno 3 volte al giorno

I rimedi omeopatici per l’herpes facciale sono Rhus toxicodendron, Lycopodium e Natrum muriaticum.

Sara Ciccarelli

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