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Always on: la tecnologia puo’ provocare danni al cervello?

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Computer, tablet, smartphone. Uno di questi tre oggetti ad alta tecnologia è al fianco della maggior parte dei giovani appartenenti alla nuova generazione denominata “always on”, poiché composta da soggetti sempre connessi ad internet, alla ricerca costante di nuovi contatti ed informazioni.

Secondo alcuni esperti, ciò potrebbe condurre ad un vero e proprio sovraccarico per il nostro cervello e alla comparsa di alcune modifiche all’interno di esso, legate alle nuove abitudini che vengono poste in essere durante la propria vita lavorativa o nel proprio tempo libero, nel caso in cui esse siano legate alle nuove tecnologie e al mondo del web.

Ad essere inclusi nella generazione dei “sempre connessi” non sono soltanto i giovani, ma anche tutti coloro che si sono avvicinati alle nuove tecnologie nel corso dell’ultimo decennio, per motivi professionali o semplicemente per passione. I gadget tecnologici che ci permettono di essere sempre connessi sono inoltre ormai parte della vita quotidiana della maggioranza degli individui in gran parte del mondo.

A parere di George Patton, esperto del Royal Children’s Hospital’s Centre for Adolescent Health, in Australia, al vantaggio di poter essere costantemente connessi con milioni di persone e di informazioni, si affiancherebbe un risvolto negativo. L’eccessivo carico di informazioni a cui il nostro cervello sarebbe quotidianamente sottoposto, infatti, potrebbe influire sulla nostra salute mentale, con particolare riferimento agli adolescenti.

Durante l’adolescenza, a parere dell’esperto, il cervello si trova in una fase molto fragile e in uno stato estremamente malleabile, nel corso del quale si formano nuove connessioni, che potrebbero assumere forme diverse rispetto al passato, per via del costante contatto dei giovani con i mezzi tecnologici del presente.

Ai gadget tecnologici, smartphone compresi, iniziano ad essere collegate delle nuove patologie, che vengono denominate come “iDisorders”, quei disturbi che coinvolgono la mente nel momento in cui essa ha costantemente a che fare con le nuove tecnologie e che possono generare stati d’ansia, legati ad esempio alla continua necessità di controllare l’arrivo di nuove comunicazioni sul proprio cellulare o nella casella di posta elettronica.

Le nuove tecnologie ed internet non devono, per questo, essere demonizzati, ma è probabilmente necessario imparare a sfruttare con cautela le possibilità che essi ci mettono a disposizione, imparando a regalarci dei momenti di totale disconnessione, in modo che il nostro cervello possa prendersi una pausa. Disconnettersi dal web, infatti, è fondamentale per vivere le proprie giornate con più leggerezza e per riscoprire il piacere di chiacchierare e guardare negli occhi chi si trova fisicamente accanto a noi.

Marta Albè

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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