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Il segreto del successo è credere in se stessi

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Per avere successo nella vita e sul lavoro bisogna avere fiducia in se stessi. È quanto afferma un recente studio condotto dall’Università di Melbourne secondo il quale è l’autostima la vera chiave del successo: ognuno di noi possiede delle qualità e il modo migliore per tirarle fuori è credere nelle proprie risorse, lasciando da parte la timidezza.

Dallo studio – che ha analizzato il successo professionale sia in Australia che negli Stati Uniti – è emerso che chi aveva più fiducia in sé era riuscito a raggiungere l’apice della carriera lavorativa, ricoprendo ruoli di prestigio. Ai partecipanti, che appartenevano a grandi aziende internazionali, è stato chiesto di rispondere a delle domande incentrate sul livello di autostima provata dalla scuola primaria all’università, fino al momento attuale della loro vita privata e lavorativa. Ebbene, coloro che hanno ottenuto un maggiore successo sono stati coloro che avevano più stima di sé fin dai primi anni di scuola.

La personalità può avere delle implicazioni enormi per i datori di lavoro quando si tratta di assunzione o di promozione personale – spiega nel comunicato UM il professor Reza Hasmath – Ora sappiamo che in realtà i livelli di fiducia più elevati, che possono essere un sottoprodotto di attrattività e altezza, possono fare la differenza. I risultati implicano che si debba incoraggiare la fiducia già in tenera età. Tali attività dovrebbero essere fortemente incoraggiate sia nell’istruzione formale che all’interno del nucleo familiare”.

Ed è proprio dall’infanzia che la sicurezza e la fiducia in sé possono essere incentivate o, al contrario, danneggiate. Dunque, chi è sicuro di sé sin dall’infanzia può trarne vantaggi nella vita, ma anche coloro che hanno una bassa autostima possono ritrovare la sicurezza perduta da bambini.

La ricerca ha inoltre evidenziato che le persone che avevano ottenuto ruoli professionali importanti erano quelle che avevano descritto il proprio carattere come estroverso, simpatico ed aperto alle esperienze.

È interessante notare che i membri di palesi minoranze etniche hanno riportato tassi più bassi di fiducia, ma livelli simili di consapevolezza – conclude il dottor Hasmath – Questo può in parte spiegare perché i loro salari e tassi di promozione sono notevolmente inferiori rispetto ai membri di una non-visibile minoranza etnica”.

I risultati della ricerca sono chiari: se si vogliono ottenere risultati positivi nella vita e sul lavoro, bisogna credere nelle proprie potenzialità, andando al di là dell’appartenenza ad un gruppo etnico o meno.

Silvia Bianchi

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