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Vitamina B e acido folico: ottimi per la memoria negli anziani?

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Vitamina B e acido folico sarebbero ottimi alleati per combattere i disturbi della memoria negli anziani. Lo dice una ricerca dell’Australian National University pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition.

I ricercatori, guidati da Janine Walker, hanno condotto uno studio su un gruppo di oltre 700 persone tra i 60 e i 74 anni. Tra loro, una parte ha assunto una dose giornaliera di acido folico e vitamina B12 per due anni, mentre un’altra ha ricevuto un placebo che somigliava alle vitamine. Si è così scoperto che il primo gruppo era riuscito a mantenere la mente più acuta, migliorando nei punteggi sui test di memoria.

Per esempio, su un test di memoria a breve termine, chi aveva preso le finte pillole aveva migliorato il proprio punteggio da circa 5,2 a circa 5,5 in due anni. Ma coloro che avevano assunto le vitamine erano riusciti a passare da un 5,16 a circa 5,6.

Le vitamine possono avere un ruolo importante nella salute mentale e nel mantenimento del benessere durante la vecchiaia“, spiega la dottoressa Walker, che ha prescritto una dose giornaliera di acido folico di 400 microgrammi e di vitamina di 100 microgrammi.

Insomma, vitamina e acido folico, anche se non è ancora chiaro come, potrebbero migliorare la memoria sia a breve che lungo termine, ma anche l’attenzione e la velocità. Un’idea, a dire il vero, non del tutto nuova, visto che anche alcuni ricercatori dell’Università di Oxford avevano già scoperto che assumere giornalmente vitamina B poteva aiutare a frenare il processo di perdita di memoria causato dall’età.

Ma da una ricerca dell’American Academy of Neurology arriva un altro suggerimento, un po’ più improbabile e curioso del precedente, su come migliorare la memoria nelle persone anziane. I ricercatori avrebbero infatti scoperto che anche i cerotti alla nicotina, quelli che aiutano a smettere di fumare per intenderci, somministrati una volta al giorno per 6 mesi, potrebbero fortificare le capacità mnemoniche dei soggetti anziani. Lo studio, pubblicato su Neurology, è stato condotto su un gruppo di 74 soggetti non fumatori di 76 anni di età media con problemi di memoria: a metà di loro è stato contro un cerotto-placebo applicato all’altra metà del gruppo. È così emerso che mentre i primi hanno ottenuto risultati migliori nei test per l’attenzione e per la memoria, recuperando il 46% delle normali capacità legate a quell’età, nel secondo gruppo, invece, è stato riscontrato un peggioramento del 26%. Ma attenzione, gli studiosi chiariscono subito che, per ottenere questi risultati, la nicotina non deve assolutamente essere assunta attraverso le sigarette.

Roberta Ragni

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