Il gatto e la sua toilette. Come eliminare i boli di pelo

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Si lecca e si rilecca. Non ha mai fine il rito del lavaggio per il micio. Una “slinguettata” che dura in media 5 ore al giorno e che attraversa tutte le zone del corpo.

Riesce così a farsi un pelo lucidissimo, grazie soprattutto alle particolari papille a uncino che rendono l’azione della lingua simile a quella di una spazzola.

Lavaggio e non solo: quest’abitudine del gatto, oltre a quella di eliminare il pelo morto, ha anche altre funzioni. Agevola, infatti, la microcircolazione cutanea e la crescita del pelo, consente l’assimilazione della vitamina D, allena i muscoli, favorisce la termoregolazione tramite la saliva e ha un effetto rilassante (basti pensare quante volte vediamo mamma gatta leccare i suoi micetti). Ottimo se non ci fosse un piccolo problema. Di tutti i peli che così facendo il micio ingurgita, molti possono rimanergli nello stomaco formando dei veri e propri grumi, i cosiddetti “boli di pelo”. Se il gatto non riesce a eliminarli con le feci o con il vomito, state sicuri che vi manda parecchi segnali: dimostra molta fame, ma si sazia presto e poi sente di nuovo appetito, deperisce a vista d’occhio, ha frequenti conati di vomito e manifesta dolore.

E’ bene allora che il padrone si dia una mossa se non vuole che il proprio amico a quattro zampe muoia per occlusione intestinale. La cosa principale è avere cura di spazzolare con costanza e accuratamente il gatto, soprattutto se a pelo lungo, in modo da eliminare gran parte del pelo morto. Poi si può facilitare l’evacuazione dando al gattino un po’ di olio di semi di lino o di oliva. Se non basta, esistono sul mercato degli integratori in pasta che contengono più fibre proprio per facilitare il transito intestinale.

Insomma, leccarsi e lisciarsi per il micio di casa è una cerimonia cui non può mancare. Facciamo in modo che non gli sia fatale!