Gravidanza: prevenire ritardi nella parola con l’acido folico

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Dopo i dubbi seminati da 2 recenti studi sulla loro presunta pericolosità e i chiarimenti di Federsalus, torniamo a parlare di integratori alimentari.

Questa volta per sottolineare l’utilità dell’integrazione di acido folico in gravidanza e fin dal periodo del concepimento, visto che uno studio nato dalla collaborazione fra i ricercatori del Norwegian Institute of Public Health e della  Columbia University’s Mailman School of Public Health ha rivelato che le donne che non lo assumono aumentano il rischio che il loro bambino subisca gravi ritardi nella parola e nello sviluppo del linguaggio.

Nella nuova ricerca, pubblicati su JAMA,  i ricercatori hanno coinvolto 38.954 bambini, le cui madri sono state seguite dai ricercatori a partire dal 1999. Dei quasi 39mila bambini studiati, di cui 19.956 erano maschi e 18.998 femmine, di quelli nati da madri che assumevano l’acido folico 4 su 1.000 avevano ritardi linguistici gravi. Ma se le mamme non avevano assunto per niente l’integratore, la cifra dei bambini con problemi del linguaggio saliva a 9 ogni 1.000 bambini.

Studi randomizzati controllati e altri studi hanno dimostrato che l’integrazione periconcezionale di acido folico riduce il rischio di difetti del tubo neurale. Per quanto ne sappiamo, nessuno degli studi clinici ha seguito il campione per verificare se questi integratori hanno effetti sullo sviluppo che si manifestano solo dopo la nascita“, scrivono gli autori dello studio.

Non abbiamo trovato alcuna associazione, tuttavia, tra l’uso materno di integratori di acido folico e un significativo ritardo nelle abilità motorie all’età di 3 anni. La specificità fornisce qualche rassicurazione che non ci sia stato alcun fattore di confondimento non misurato. Da tale fattore ci si potrebbe aspettare di mettere in relazione il linguaggio e il ritardo motorio“, concludono i ricercatori.

Per questo è consigliabile assumere acido folico già prima del concepimento e continuare a prenderlo quotidianamente durante i primi mesi di gravidanza, associandolo sempre a una dieta sana ed equilibrata. Resta comunque sempre valido il consiglio di consultare un medico e di evitare il fai da te.

Roberta Ragni

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.