Tumori al seno e all'intestino, occhio al vino

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Vi piace il vino? E allora bevetelo leggero.

La scelta di un vino con una gradazione alcolica del 10% rispetto a uno più pesante, ma anche di una birra più leggera, riduce del 7% i rischi di tumore.

Gli esperti del World Cancer Resarch Fund sulla base dei dati del 2007 relativi all’associazione tra consumo di alcool e tumori hanno infatti scoperto i benefici del “bere leggero”. Gli uomini non dovrebbero consumare più di due drink al giorno, le donne non più di uno. Certo eliminarli totalmente sarebbe la soluzione migliore, come sostiene Rachel Thompson del centro suddetto. Ma è anche vero che il consumo di alcolici è ormai parte integrante della vita sociale di oggi: allora ridurre la gradazione alcolica potrebbe essere il giusto compromesso per prevenire centinaia di casi di tumore.

Certo è vero che gli effetti antiossidanti sul sistema cardiovascolare del vino sono noti a tutti, ma è anche vero che quasi 20 mila casi all'anno di tumore sono dovuti proprio al consumo eccessivo di alcool. Questa sostanza infatti favorisce l'insorgenza di vari tipi di cancro, soprattutto quelli al seno e all'intestino: basta un bicchiere di vino al giorno per incrementare del 5-10% il rischio di tumore al seno.

I ricercatori britannici allora non mettono quindi al bando il vino, “uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo” (Ernest Hemingway, noto non solo per i suoi libri ma anche per la sua passione per il vino appunto), ma ne suggeriscono un consumo per così dire light. I consumatori inglesi sono già inclini a questa tendenza: pare infatti che stiano acquistando vini sempre più leggeri. E anche i rivenditori si stanno allineando a questa nuova esigenza di mercato: crescono le importazioni di Pinot Grigio, a discapito di vini più corposi di origine cilena, argentina e australiana.

Allora abbandonatevi pure ai piaceri di Bacco, ma non fatelo con leggerezza, piuttosto con un occhio alla leggerezza alcolica di ciò che ingerite!

Valentina Nizardo