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Virus H1N1: la verità sul numero delle vittime

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È di 15 volte superiore l’ultima conta delle vittime del virus H1N1, svolta dal Centro di controllo e prevenzione delle malattie di Atlanta (CDC), e pubblicata dalla rivista The Lancet.

La ricerca ha tenuto conto anche di dati provenienti dal Sud dell’Asia e dall’Africa, dove, come sottolinea uno degli autori dello studio, Fatimah Dawood, sono meno diffuse informazioni sulla mortalità associata alle influenze. In base alla nuova stima il numero dei decessi provocati dal virus H1N1, sarebbe dunque compreso tra le 151.700 e le 575.400 unità, concentrate per la maggior parte, il 59%, proprio nell’Asia del Sud ed in Africa.

Non si può parlare, quindi, di un’influenza meno dannosa rispetto alla stagionale, la quale miete comunque un numero più alto di vittime perché si diffonde anche tra gli anziani, risparmiati invece dall’influenza A forse perché protetti dal fatto che nei decenni passati si era già presentato un virus simile.

La vasta diffusione del virus H1N1, accertata dalle nuove stime, rappresenta secondo il dottor Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, una conferma del fatto che per alcune categorie quali giovani, obesi o donne in gravidanza, l’influenza A fosse dannosa quanto quella stagionale: da qui la necessità di effettuare le vaccinazioni, come era stato all’epoca raccomandato, senza che il suggerimento venisse raccolto in maniera adeguata.

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