Sale a basso contenuto di sodio: i benefici per la salute

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Nel mondo sono centinaia di milioni le persone che soffrono di pressione alta, o ipertensione. Un problema di salute che aumenta il rischio di malattie cardiache e ictus, e che in alcuni Paesi è anche la causa principale, o il più importante fattore di rischio, che ha condotto al decesso delle persone. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a livello globale più di 1,28 miliardi di adulti hanno l’ipertensione, e due terzi di questi vivono in Paesi a basso e medio reddito.

Ciò premesso, è noto che tra le cause prevenibili dell’ipertensione ci siano il fumo, il consumo di alcol, l’inattività fisica e il sovrappeso.

Tuttavia, è stato anche dichiarato come elevati livelli di sodio e bassi livelli di potassio nella dieta siano direttamente associati all’ipertensione e a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e morte prematura.

Proprio per questo motivo, limitare il sodio nella dieta e assumere integratori di potassio sembra essere una buona mossa per abbassare la pressione sanguigna. E, peraltro, le persone possono facilmente raggiungere entrambi questi obiettivi sostituendo il sale ordinario che aggiungono al cibo, con sale a basso contenuto di sodio. Il sale normale è cloruro di sodio, mentre la varietà a sodio ridotto è una miscela di cloruro di sodio e cloruro di potassio. Questo tipo di sale da tavola è ampiamente disponibile e poco costoso, e ha un sapore molto simile al sale normale.

Purtroppo, non ci sono state prove concrete che le persone che usano sale a basso contenuto di sodio per conservare e condire il loro cibo abbiano meno probabilità di andare incontro a pregiudizi per la loro salute, come un ictus o una morte prematura. Inoltre, alcuni esperti sostengono che l’uso di sale a basso contenuto di sodio possa aumentare la quantità di potassio nel sangue a livelli pericolosi, ovvero una condizione nota come iperkalemia.

Un nuovo studio dalla Cina

In questo contesto, un interessante e ampio studio condotto in Cina ha analizzato gli effetti a lungo termine sulla salute del sale a basso contenuto di sodio, suggerendo che questo tipo di sale non solo è in grado di abbassare il rischio di ictus e morte, ma è anche sicuro da usare.

Lo studio si è concentrato sulle persone che avevano avuto un ictus e sugli anziani con una storia di ipertensione. Il documento che descrive i risultati dello studio, chiamato Salt Substitute and Stroke Study, o SSaSS, è stato pubblicato su The New England Journal of Medicine e ha contribuito a fare luce su un fenomeno non ancora completamente osservato.

In particolare, nello studio gli scienziati hanno reclutato 20.995 persone in 600 villaggi della Cina rurale. L’età media dei partecipanti all’inizio dello studio era di 65,4 anni, e circa la metà erano donne. Nel complesso, il 72,6% dei partecipanti aveva avuto un ictus, e l’88,4% aveva una storia di ipertensione.

I ricercatori hanno dunque indicato alla metà del campione a continuare a usare il sale ordinario – il gruppo di controllo – e all’altra metà di usare un sale a basso contenuto di sodio, che conteneva il 75% di cloruro di sodio e il 25% di cloruro di potassio in peso.

Ogni 12 mesi, gli scienziati hanno dunque visitato alcuni dei villaggi oggetto dello studio al fine di controllare che i partecipanti stessero usando il tipo corretto di sale. Per confermarlo, hanno anche misurato la quantità di sodio e potassio escreta nelle urine dei partecipanti e hanno rilevato le letture della pressione sanguigna.

I risultati dello studio

Dopo un periodo medio di follow-up di 4,74 anni, il tasso di ictus nei villaggi in cui i partecipanti hanno utilizzato sale a basso contenuto di sodio era del 13% inferiore rispetto ai villaggi che utilizzano sale normale.

In particolare, il tasso di ictus è stato di 29.14 eventi per 1.000 anni-persona per il gruppo di sale a basso contenuto di sodio e 33.65 eventi per il gruppo di sale normale. Il tasso di mortalità era di 39,28 decessi per 1.000 anni-persona per il gruppo del sale a basso contenuto di sodio e di 44,61 eventi per il gruppo del sale normale, il che equivale a una riduzione del rischio del 12%. Inoltre, non c’è stata alcuna differenza significativa nei tassi di eventi avversi gravi attribuiti all’iperkaliemia nel gruppo a sodio ridotto, rispetto al gruppo di controllo.

Peraltro, gli autori dello studio hanno evidenziato come la scala di protezione della propria analisi fosse simile a quella assunta in un recente studio di modellazione, che ha stimato che l’uso a livello di popolazione di un sostituto del sale in Cina potrebbe prevenire 365.000 infarti e 461.000 morti premature. Gli studiosi aggiungono anche che la sostituzione del sale potrebbe essere un intervento pratico e a basso costo nelle popolazioni a basso reddito e svantaggiate in cui le persone aggiungono grandi quantità di sale durante la preparazione del cibo e la cottura.

Naturalmente, lo studio è stato condotto in un territorio specifico, quale quello della Cina rurale, dove molte persone preparano il proprio cibo piuttosto che comprare cibi precotti e lavorati. Rimane dunque inteso che le conclusioni non potranno che essere adattate ai vari contesti internazionali, e soprattutto a quelli occidentali, i cui modelli di consumo sono parzialmente differenti.

In maniera ancora più specifica, in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti le persone ottengono fino al 70% del loro apporto dietetico di sodio dai cibi trasformati e dai ristoranti. Dunque, i benefici derivanti dall’abbassare il contenuto sodio nella propria dieta, aumentare il potassio e ridurre la pressione sanguigna sono probabilmente altamente generalizzabili, ovunque siano raggiunti nel mondo.

Tuttavia, i benefici derivanti dall’uso di sale a basso contenuto di sodio sarebbero probabilmente più grandi nei luoghi in cui le persone hanno il maggior controllo sulla quantità e il tipo di sale nel loro cibo. Il risultato della sperimentazione – aggiungono gli scienziati – fornisce un caso forte e indiretto per ridurre il sodio e massimizzare il potassio negli alimenti trasformati. Come precauzione di sicurezza, infine, lo studio ha escluso chiunque stesse usando un tipo di diuretico che riduce l’escrezione di potassio, prendendo un integratore di potassio, o chi aveva gravi malattie renali.

Secondo quanto afferma il dott. Neal, questo potrebbe aver minato la conclusione dello studio secondo cui il sale a basso contenuto di sodio sarebbe sicuro. “Abbiamo fornito l’intervento in modo sicuro ed efficace chiedendo alle persone di auto-identificarsi ed escludere se erano a rischio di iperkaliemia“, ha detto. “Questo è stato un approccio semplice e molto pragmatico che potrebbe essere facilmente replicato ovunque per escludere le persone a rischio“, ha aggiunto.

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Giornalista pubblicista, collabora dal 2005 con alcuni dei principiali network nazionali dell'informazione online.