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Aids: una neonata sieropositiva guarita

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Somministrare immediatamente i farmaci contro l’Aids potrebbe aiutare i nenonati affetti da tale malattia ad andare incontro ad una guarigione in tempi brevi. È il caso di una bambina nata in Mississippi, che ha ricevuto nel giro di poche ore dalla nascita i medicinali necessari a contrastare il virus dell’Hiv, che era stato rilevato nel suo organismo.

Tre medicinali differenti sono stati somministrati alla piccola in dosi maggiori rispetto al consueto. La bambina al momento ha raggiunto l’età di due anni e mezzo e la presenza del virus HIV da tempo non viene più rilevata. Se la situazione proseguisse a persistere, il medesimo cocktail di medicinali potrebbe essere utilizzato per la cura di centinaia di neonati africani affetti da Aids.

Non si tratterebbe del primo caso documentato di guarigione dall’Aids. Il precedente riguarderebbe un uomo, conosciuto come il paziente di Berlino, guarito dalla malattia a seguito di un trapianto di midollo osseo. Alla bambina sono stati somministrati i medicinali necessari a sole 30 ore dalla nascita, come solitamente non avviene.

Di solito i medicinali, ai bambini nati da una madre affetta da AIDS (sarebbero le donne le più colpite dal virus Hiv), vengono somministrati in dosi minori. I farmaci utilizzati sono denominati antiretrovirali. Nel caso della bambina del Mississippi, la madre non sapeva di essere sieropositiva, ma non appena la bambina è stata dichiarata positiva all’Hiv, le sono stati somministrati immediatamente i farmaci, in dosi più elevate del normale.

La conseguenza della somministrazione massiccia e precoce di farmaci si è concretizzata nell’abbassamento rapido dei livelli del virus Hiv, che già nel mese successivo non risultava più rilevabile. A parere dei medici, poiché da quel momento in poi la presenza del virus non è stata più identificata, la bambina sarebbe guarita. Gli esperti raccomandano comunque cautela, in quanto si tratta di un caso unico. Non è ancora dato sapere se su altri neonati le medesime cure potrebbero garantire un effetto analogo.

Marta Albè

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