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Alzheimer: parte il progetto IGAP per mapparne i geni

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Mappare i geni legati all’Alzheimer. È questo l’ambizioso obiettivo che si è posto un gruppo di ricerca internazionale. Studiosi di tutto il mondo parteciperanno al “Progetto Internazionale sulla Genomica dell’Alzheimer” o IGAP (International Genomics of Alzheimer’s Project) volto a comprendere i meccanismi ereditari e genetici che stanno alla base della terribile malattia.

Presentato lo scorso 1° febbraio a Roma, il progetto riunisce 4 consorzi fra europei e americani: il Consorzio sulla Genetica della Malattia di Alzheimer, diretto da Gerard Schellenberg dell’Università di Pennsylvania, il gruppo di Genetica e Rischio Ambientale nella Malattia di Alzheimer diretto da Julie Williams dell’Università di Cardiff; il sottogruppo di neurologia di Coorti per Cuore e Invecchiamento nella Epidemiologia Genomica diretto da Sudha Seshadri dell’Università di Boston e l’Iniziativa Europea sulla Malattia di Alzheimer diretta da Philippe Amouyel dell’Istituto Pasteur di Lille e dell’Università di Lille. Fanno parte del progetto anche due gruppi di ricercatori italiani dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma, guidati da Gianfranco Spalletta e Paola Bossù.

Uno studio reso necessario dalla cifra elevata di persone affette da tale patologia che soltanto in Italia ha colpito 700 mila persone, stravolgendo la loro vita e quella dei familiari. Da qui il tentativo di realizzare la mappatura genetica per saperne di più riguardo alla malattia neurodegenerativa.

Il progetto metterà a disposizione dei ricercatori i dati genetici provenienti da un grandissimo numero di soggetti affetti da Alzheimer. Saranno circa 60 mila le persone messe a confronto di cui metà saranno soggetti sani e l’altra metà malati, tutti provenienti da varie località, dall’Europa al Regno Unito, dagli Stati Uniti al Canada.

La malattia di Alzheimer è un progressivo disturbo neurodegenerativo con esito fatale – si legge nel comunicato di presentazione del progetto – che attualmente non può avvalersi di alcun metodo di prevenzione e di cura. I farmaci disponibili hanno un effetto solo marginale sui sintomi, ma di fatto questa malattia è incurabile. La malattia di Alzheimer progredisce ininterrottamente, fino a causare, nell’arco di un periodo di vari anni, la disabilità totale e la morte“.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.