Cervello: le bugie lasciano il segno

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Sappiamo che le bugie allungano il naso, hanno le gambe corte ma da oggi possiamo dire anche che lasciano impronte digitali nel cervello!

È stato uno studio italiano a scoprirlo, opera di alcune ricercatrici del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano Bicocca, che hanno fotografato, attraverso una specifica tecnica chiamata imaging neurale, alcune aree del cervello che si vanno ad attivare nel momento in cui si dice una bugia.

Questo metodo, i cui risultati sono stati pubblicati su Plos One, è qualcosa in più rispetto a quella che è conosciuta come la “macchina della verità” che analizza alcuni segnali del corpo come tachicardia, sudore, ecc. Con l’imaging neurale, infatti, si va ad analizzare l’effetto delle emozioni direttamente nel cervello. Ciò è molto più affidabile in quanto vengono valutate le variazioni elettriche della zona frontale e pre-frontale dell’emistero sinistro del cervello oltre che la corteccia cingolata anteriore, indicatori molto affidabili.

Attraverso l’elettrofisiologia cognitiva – ha dichiarato la coordinatrice dello studio Alice Proverbio, come riportato da l’Ansasiamo in grado di vedere come reagisce il cervello di una persona quando riconosce qualcosa di familiare“. E stabilire quando sta mentendo è facile ”poiche’ il cervello produce una risposta bioelettrica inconfondibile, chiamata N400, che riflette il tentativo di sopprimere l’informazione riconosciuta come vera”.

Francesca Biagioli

Leggi anche:

Perché tendiamo a dire bugie?

Mentire fa male alla salute

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin