Pelle chiara? Ti serve la vitamina D

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La stagione della tintarella è passata ed ormai, insieme ai costumi da bagno ed agli abitini leggeri, abbiamo archiviato anche il capitolo cura della pelle.


Se, infatti, in estate le abbiamo riservato un'attenzione particolare, con il ritorno alla routine quotidiana ci accontentiamo di acqua e sapone e, se proprio vogliamo esagerare, un velo di crema prima di uscire di casa.


Si tratta però di un'abitudine errata, in modo particolare per coloro che hanno una pelle molto chiara e sensibile, e che dunque rischiano scottature anche con l'esposizione al più pallido sole autunnale.


Cosa fare dunque? Chi ha un incarnato tendente al pallido potrebbe aver bisogno di ricorrere all'utilizzo di integratori di vitamina D. Lo stesso discorso vale per le persone affette da melanoma.





È quanto emerge da uno studio svolto presso l'Università di Leeds. Gli studiosi hanno preso in esame circa 1.220 persone, valutando i livelli di vitamina D contenuti nel loro sangue ed hanno riscontrato che gli individui con la pelle chiara, avevano una concentrazione di vitamina D notevolmente più bassa rispetto a quella ritenuta ideale, corrispondente ad almeno 60 nanomoli per litro, secondo quanto riportato dalla rivista Cancer Causes and Control. La dottoressa Julia Newton-Bishop, che ha curato la ricerca, ha affermato "I soggetti con la pelle chiara che si scottano facilmente non sono in grado di trarre abbastanza vitamina D dalla luce solare e quindi per loro potrebbe essere necessario assumere integratori di vitamina D".


Una compensazione necessaria se si tiene conto del fatto che, come precisa la dottoressa Newton-Bishop, "esistono prove che livelli minori sono collegati a un maggior rischio di malattie cardiache e a una minore sopravvivenza nei casi di cancro al seno. Per questo motivo – prosegue – tale misura dovrebbe essere considerata soprattutto dai pazienti affetti da melanoma, come pure dalle persone dalla pelle chiara che vivono in un clima mite come quello della Gran Bretagna". O anche, se non in misura maggiore, in un clima come quello dell'Italia, aggiungiamo noi. Non si tratta del resto, di un modo per prendersi cura di sé?

Francesca Di Giorgio