Ortoressia, ossessione per il cibo sano. 10 modi per riconoscerla

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Dopo l'anoressia e la bulimia, ha preso ormai piede, soprattutto tra le ragazze più giovani, una nuova “moda” deleteria per dimagrire e tenere sotto controllo il proprio peso: l’ortoressia, ovvero l’ossessione di dover mangiare solo i cibi sani o considerati tali.

Vera e propria malattia che tende alla bellezza e alla salute a tutti i costi, è stata scoperta nel 1997 da un nutrizionista americano, Steven Batman, ex-ortoressico che ha non solo spiegato di cosa si tratti questa ossessiva ricerca del cibo corretto, ma che ha anche ideato un semplice test di autovalutazione per capire se siamo a rischio di incappare anche noi nel rischioso turbine della ricerca della perfezione dei cibi.

Ma cos’è l’ortoressia? Un fissa mentale! Non per una persona, per un genere di oggetto o per una cosa, bensì per una di quelle cose che dovrebbero essere le gioie della vita: il cibo appunto. Le persone ortoressiche escludono dalla propria alimentazione determinati cibi considerati deleteri per la salute, basandosi sulle loro conoscenze generali – pare infatti che in genere siano individui molto acculturati che però sfociano nella presunzione di poter decidere loro cosa faccia bene o male al fisico e di ritenere che la loro condotta alimentare sia l’unica giusta.

Quello che non sanno però è che eliminare in toto certi alimenti non è salutare per niente, anzi! Gli estremi, si sa, non fanno mai bene e in questo caso hanno come conseguenze una dieta del tutto squilibrata e carenze nutrizionali – in genere di calcio, ferro e vitamine.

Si può riconoscere un ortoressico dai suoi strani comportamenti nel fare la spesa- legge le etichette con la lente di ingrandimento e prima di scegliere confronta tutti i prodotti degli scaffali. E nel cucinare è estremamente scrupoloso e ci mette addirittura giorni per prepararsi un piatto. Inoltre non potendo sopportare la gente che mangia “male” si isola per non provare il disgusto che proverebbero nel veder gli altri nutrirsi normalmente: lui preferirebbe morire di fame piuttosto che contaminare il suo corpo.

Il test di Bratman non sarà di sicuro a prova di scienza, ma può metterci in allerta: magari non siamo ancora maniacali, ma in qualche modo forse il nostro modo di rapportarci al cibo non è del tutto sano. Quante di queste 10 cose fate?

  1. Pensate più di 3 ore al giorno al cibo – a meno che non siate degli chef, anche se vi piace mangiare, pensate di più al vostro partner!
  2. Pensate a cosa mangiare il giorno dopo e lo preparate meticolosamente – e se domani vorreste mangiare qualcosa di diverso?
  3. Provate soddisfazione non tanto per il gusto, ma per quello che sapete che il cibo comporta a livello salutare e fisico – avete mai provato a chiudere gli occhi e ad abbandonarvi al piacere di sentirsi sciogliere il cioccolato sul palato senza pensare alla cellulite imminente? Non ha prezzo, ve lo assicuro!
  4. La vostra vita è di alta qualità solo se lo è il cibo che decidete di ingerire – e se un giorno vi concedete il lusso di un pericolosissimo fritto misto, la giornata sarebbe da cancellare e non da vivere ancora più intensamente, anche solo per la novità che questo piatto così azzardato comporterebbe?
  5. Criticate quasi tutti gli alimenti che ingerite – ricordate che essere più indulgenti con qualsiasi cosa o persona la fa apprezzare di più (idem con se stessi..)
  6. La vostra autostima aumenta se mangiate sano – non avete mai pensato ad altri valori per sentirvi fieri di voi stessi?
  7. La prevenzione è il vostro timoniere ogni volta che dovete scegliere cosa mangiare – la vita non è fatta di soli ostacoli da evitare o di cose da non fare per star bene, anzi in genere sono proprio le cose che si fanno e non quelle che non si fanno a farci star meglio!
  8. I divieti che imponete a voi stessi e alla vostra dieta sono sempre più rigidi - forse dovreste essere meno esigenti da voi stessi in generale che dite?
  9. Il senso di colpa che provate se sgarrate è mastodontico – c’è già così tanto di cui preoccuparsi e che ci fa sentire in colpa se lo facciamo male: che almeno il mangiare ci lasci in pace!
  10. Pensate che mangiare bene voglia dire aver un buon autocontrollo – forse, come suddetto, il problema è proprio questo: il dover avere a tutti i costi il controllo di qualcosa per poter sentirsi all’altezza delle imposizioni date a noi da noi stessi.

Per tanto un ortoressico è colui che ha una posizione integralista su alcuni aspetti della propria alimentazione. Esistono 3 tipologie: i quantitativi – perennemente a dieta, di qualsiasi tipo di dieta si tratti, seguono modelli alimentari solo per dimagrire, ad esempio le diete iperproteiche; i globalizzanti – credono che una dieta che funziona su alcune persone funzioni su tutte, come quelle dissociate; i matematici – in contrapposizione ai quantitativi, considerati approssimativi, calcolano i loro regimi alimentari con formule matematiche precise, come nelle diete a zona.

Come macro categorie abbiamo inoltre i salutisti – i puristi per antonomasia che eliminano in blocco un certo alimento; gli etici – i vegetariani o i vegani; i positivi – oltre ad eliminare alcuni cibi, ne esaltano oltremodo altri, come nella dieta mediterranea.

Ma le uniche vere “regole” da seguire mentre si mangia sono queste: per una persona normopeso, non esistono cibi buoni o cattivi. Chi mangia male o si impone regole che lo fanno star male, vive di sicuro peggio… Un modello alimentare valido è quello che può essere seguito per tutta la vita non solo per un breve periodo. Le diete per perdere peso servono solo per poter riprendere a mangiare un po’ di tutto perché, ed è la cosa più importante da tenere a mente, mangiare bene è assolutamente un diritto e non un peccato!

Valentina Nizardo