Effetto yo-yo: se sono gli ormoni a farci mangiare

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Chiunque si sia sottoposto a una dieta dimagrante sa quanto sia difficile perdere peso. E anche quanto sia facile riacquistarlo, purtroppo.

Un insuccesso che mortifica e frustra. Ci si comincia a chiedere il perché, analizzando giorno dopo giorno il periodo della dieta per scovare l'errore. E aumenta il senso di colpa.

Ma uno studio australiano ha dimostrato che, in fatto di dieta, non conta solo il cervello: sono gli ormoni a "costringerci" a mangiare di più e questo meccanismo è ancora attivo a un anno di distanza dal termine della dieta. E dire che noi vi avevamo già avvertiti: una ricerca condotta presso l'University Hospital Complex di Santiago del Cile aveva già individuato i responsabili dell'effetto yo-yo nella leptina e nella grelina.

Ora la conferma: lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine e condotto dal docente di medicina dell'Università di Melbourne, Joseph Proietto, indica che chi riguadagna peso dopo una dieta non è semplicemente ricaduto nelle vecchie insane abitudini, ma combatte un persistente impulso biologico.



I ricercatori australiani hanno studiato e analizzato 50 pazienti in sovrappeso o obesi, per un periodo di dieta di 10 settimane. Solo 34 di loro sono riusciti a centrare l'obiettivo, perdendo in media 13,6 kg nel corso del periodo di osservazione. Poi per 2 settimane sono stati gradualmente reintrodotti a pasti ordinari. Nonostante le raccomandazioni su come mantenere il nuovo peso, in un anno hanno riguadagnato in media 5,4 chili. Misurando i livelli sanguigni di 9 ormoni che influenzano l'appetito e confrontandoli con quelli registrati prima dello dieta, gli studiosi hanno scoperto che ben 6 risultavano ancora fuori equilibrio, nella direzione che genera appetito.

Le persone che perdono molto peso, secondo i ricercatori, non solo sviluppano più appetito per colpa degli ormoni, ma bruciano anche meno calorie del normale creando "una perfetta combinazione per riprendere peso", spiega Proietti. Il meccanismo sembra essere un retaggio del nostro passato evolutivo, quando cioè la perdita di peso poteva minacciare la sopravvivenza e la riproduzione. Per Proietto, allora, la chiave sta non nel cercare di smaltire il peso in eccesso, ma nel tentare di non aumentarlo.

Roberta Ragni