Tutti i consigli omeopatici contro lo stress da rientro

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La fine delle vacanze è un vero stress. Inutile far finta di nulla, convincervi che andare in spiaggia vi aveva stancato o che ne avevate abbastanza dei pomeriggi stravaccati sul divano. Il rientro in città è un trauma. Per non parlare della ripresa del lavoro e delle (amabili) facce dei colleghi.

E così, malesseri e disturbi vari limitano da subito le capacità lavorative. Difficoltà di concentrazione, stordimento, problemi digestivi e una particolare suscettibilità a raffreddore, mal di gola e indolenzimenti muscolo-scheletrici. A ciò si aggiungono le modificazioni ormonali, dovute al cambio di stagione, che portano senso di vuoto, stati d’ansia, sentimenti di sfiducia e pessimismo. Tutte condizioni fisiche e psichiche che compromettono giornata di lavoro e sfera privata.

Come intervenire, allora, per ridurre al minimo il disagio che tali sintomi provocano in molti di noi al rientro dalle vacanze? Sicuramente è bene adottare alcuni comportamenti, utili nell’immediato ritorno, per ritrovare la forma migliore. Ma perché non adottarli come abitudini di vita per mantenersi in buona salute? È bene quindi fare attività fisica, soprattutto se la si è iniziata durante il periodo di ferie, in particolar modo quella all’aria aperta: libera nel nostro organismo le endorfine, capaci di proteggerci da stati depressivi, ansia e malumori. È consigliabile anche incrementare il consumo di frutta e verdura – perché svolgono un importante ruolo preventivo nei confronti di numerose patologie – e ridurre, se non eliminare, cibi elaborati (fritti ad esempio) o che contengono additivi chimici e bevande alcoliche.

Ma se il rispetto di queste semplici regole non portasse ai miglioramenti sperati, potrebbe esserci d’aiuto la medicina omeopatica, sempre attenta all’equilibrio psico-fisico della persona. Vediamo, quindi, quali sostanze omeopatiche utilizzare per ritrovare il benessere e lo facciamo con il Dottor Francesco Candeloro, medico omeopata.

In persone generalmente in buona salute con sintomi di stress iniziali e non particolarmente intensi – consiglia il Dottor Candeloro – sarà sufficiente somministrare per pochi giorni uno tra quei rimedi sintomatici: per gli individui particolarmente irritabili, soprattutto perché non in grado di mantenere da subito i loro ambiziosi ritmi di lavoro, e che per questo ricercano con insistenza sostanze stimolanti come caffè o tabacco, un valido rimedio sarà certamente Nux Vomica; per quanti, invece, presentano un umore rapidamente variabile e che manifestano con frequenza i sintomi somatici legati all’ansia, come senso di nodo in gola, palpitazioni e fame d’aria, il rimedio indicato sarà Ignatia; in coloro, poi, che lamentano un predominante affaticamento fisico, che spesso si rende evidente con un diffuso senso di indolenzimento muscolo-scheletrico, il rimedio più adatto sarà Arnica Montana; esistono infine persone che, di fronte agli impegni lavorativi o di altro genere presentano uno stato di agitazione tale da avvertire spesso senso di stordimento e confusione mentale e, a livello fisico, instabilità e tremori degli arti inferiori: a queste persone sarà molto utile Gelsemium“.

In situazioni un po’ più complesse, però, non sempre questi rimedi assicurano il ripristino del benessere e della tranquillità. In questi casi, il Dottor Candeloro consiglia di rivolgersi al proprio medico omeopata per una visita approfondita al fine di individuare il disordine organico esistente e persistente che predispone l’individuo all’insorgenza ed al continuo ritorno dei suoi disturbi. Questo perché – spiega Candeloro – “si tratta spesso di persone che già da prima delle vacanze, a volte da molto prima, lamentano un crescente disagio esistenziale, che la vacanza può avere in parte contribuito ad attenuare, ma che ritorna puntualmente alla ripresa delle attività di tutti i giorni. Sono sensazioni così strutturate nella personalità e nelle dinamiche dell’individuo, che solo una terapia omeopatica ben condotta, e quindi necessariamente protratta, sarà in grado di sradicare, liberando definitivamente il soggetto dalle sue sofferenze“.

Fabrizio Giona

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