Tisane: guida pratica all'acquisto

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Col gelo e la neve di questi giorni, una tisana calda e profumata è quello che ci vuole per riscaldarci un po'. Ma attenzione, nonostante siano di origine naturale, le tisane, ma anche tè, infusi e decotti, possono anche avere effetti indesiderati sul nostro organismo.

Vediamo come scegliere la migliore.

1. Preferite tisane con poche erbe: la farmacopea nazionale, per esempio, raccomanda di non utilizzare mai più di 8 diverse droghe vegetali (le droghe vegetali sono piante o parte di piante impiegate dopo essere stata trattate. In genere ne vengono utilizzate 4 o 5)

2. Acquistatele preferibilmente in erboristeria o in farmacia, evitate di comprare online. Spesso, infatti, potete incappare in tisane che contengono piante di origine esotica non ammesse dal ministero

3. Scegliete quelle notificate dal ministero (l'etichetta dei prodotti deve infatti avere un'approvazione ministeriale)

4. Se all'interno c'è un foglio illustrativo, non possono esserci indicazioni terapeutiche, perché questi prodotti sono classificati come integratori e non come medicinali

5. Le tisane da sole non fanno dimagrire, soprattutto se non si segue una alimentazione corretta e non si fa una regolare attività fisica… Tutt'al più, potete cercare quelle che migliorano le funzioni intestinali o riducono la sensazione nervosa di fame. Lo iodio contenuto nelle alghe, per esempio, favorisce l'aumento del metabolismo basale ed ha un potenziale effetto benefico sul dimagrimento. Ma quegli stessi prodotti a base di alghe sono sconsigliati a chi ha patologie della tiroide.
Così come le tisane lassative contenenti senna, rabarbaro, cascara e aloe vanno assunte con moderazione, perché accelerano la velocità del transito intestinale e possono causare gravi effetti collaterali

6. Quindi, nella scelta, ponete estrema attenzione ad eventuali patologie di cui soffrite e fatevi sempre consigliare da un esperto: molte erbe, infatti, possono ridurre l'efficacia dei medicinali o addirittura farli diventare tossici

Il consiglio rimane quello di sempre: leggete le etichette!

Ecco alcune erbe medicinali che possiamo trovare all'interno delle tisane:

Dente di leone

Sconsigliato per chi soffre di calcoli biliari, a dosi elevate può anche causare problemi dermatologici e gastrointestinali

Echinacea

Non va assunta nel caso di malattie immuni (come ad esempio leucopenia o AIDS)

Eucalipto

Chi è portato, può avere disturbi a livello gastrointestinale

Frangola

Non va presa in gravidanza e in allattamento, può causare crampi intestinali e rallentare il transito intestinale

Genziana

Sconsigliata a chi soffre di ulcere gastrointestinali

Ginepro

No in gravidanza. L'utilizzo prolungato può causare problemi ai reni

Ginkgo

Può causare disturbi gastrointestinali e può interagire con farmaci ad azione anticoagulante

Ginseng

Se ne abusate, potete avere disturbi di irritazione e nervosismo e diarrea

Hamamelis

Un eccesso può causare fenomeni di ipertensione

Harpagophytum o "Artiglio del diavolo"

No in gravidanza e in allattamento, può causare allergie e complicazioni gastrointestinali. Sono possibili interazioni con alcuni anticoagulanti e farmaci per il trattamento di malattie cardiovascolari

Ipeca

A dosi eccessive può causare diarrea

Iperico o "Erba di San Giovanni"

Può interferire con l'assorbimento di contraccettivi orali, farmaci anticoagulanti, immunodepressivi, derivati della digitale, antivirali (es. indinavir), ciclosporina, teofillina, medicinali per la cura dell'AIDS

Liquirizia

Se assunta in dosi elevate fa aumentare la pressione. È sconsigliata in caso di gravidanza, e per chi soffre di ipertensione, anemia e problemi a livello epatico. Può interagire con alcuni farmaci ad azione diuretica

Passiflora

Disturbi della visione e cefalee

Rabarbaro

No in gravidanza o allattamento, perché rende amaro il sapore del latte. Poiché il rabarbaro influenza la quantità di potassio nell'organismo, è sconsigliata l'assunzione contemporanea ai farmaci per la cura delle malattie cardiache