Due minuti di posizione dell'albero al giorno possono aiutare le donne con osteoporosi a migliorare l'equilibrio, secondo uno studio scientifico.
Che cosa accade al nostro organismo se inseriamo appena due minuti di posizione dell’albero all’interno della ginnastica di tutti i giorni? Uno studio condotto su 32 donne colpite da osteoporosi dopo la menopausa ha portato alla luce risultati davvero promettenti, dopo che questa celebre asana yoga, nota come Vrksasana, è stata integrata in un piano di allenamento della durata di tre mesi.
La ricerca, realizzata dall’Università Istanbul Medeniyet e pubblicata sulla rivista American Journal of Physical Medicine & Rehabilitation, dimostra come un movimento tanto elementare quanto arduo da eseguire per chi fatica a mantenere l’equilibrio, possa effettivamente aiutare a rafforzare la stabilità corporea. Si tratta di un vantaggio tutt’altro che trascurabile per chi convive con l’osteoporosi, condizione in cui una semplice caduta può trasformarsi in un evento ben più grave di un livido.
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Due minuti extra nella routine di ogni giorno
Tra le asana yoga più conosciute spicca proprio la posizione dell’albero. La sequenza prevede di restare in piedi, trasferire il peso corporeo su un solo arto, portare il piede opposto a contatto con la gamba di appoggio evitando il ginocchio, e provare a conservare la postura con il busto eretto. Le braccia trovano posto davanti al torace oppure si estendono verso l’alto.
L’esercizio appare semplice sulla carta, ma la difficoltà emerge non appena si tenta di restare fermi. Il corpo è costretto a compiere costanti micro-correzioni per non perdere l’assetto, chiamando in causa muscoli, articolazioni e meccanismi sensoriali che lavorano insieme per garantire la stabilità.
Per analizzare gli effetti concreti di questa posizione, gli studiosi hanno diviso in modo casuale le 32 partecipanti con osteoporosi postmenopausale in due gruppi distinti. Un gruppo ha portato avanti un programma tradizionale di esercizi da 30 minuti quotidiani, mentre l’altro ha svolto le medesime attività con l’aggiunta di due minuti dedicati alla Vrksasana.
Lo studio si è protratto per dodici settimane, periodo durante il quale le donne coinvolte sono state sottoposte a varie prove volte a misurare l’equilibrio in posizione statica, quello dinamico e la capacità di mantenere stabilità in diverse situazioni.
I progressi registrati dopo sei settimane
Una differenza degna di nota è emersa già a metà percorso, alla sesta settimana: le partecipanti che praticavano anche la posizione dell’albero hanno ottenuto risultati nettamente superiori nel test di equilibrio su una gamba sola rispetto a chi seguiva unicamente il programma standard.
Nel corso delle dodici settimane complessive, entrambi i gruppi hanno fatto registrare progressi in diverse rilevazioni, dalla Berg Balance Scale – impiegata per valutare la capacità di equilibrio nelle azioni quotidiane – ai test relativi all’equilibrio statico e dinamico, fino alla camminata tandem, ovvero il procedere posizionando un piede direttamente davanti all’altro.
Il raffronto tra i due gruppi ha quindi messo in luce un beneficio specifico legato alla Vrksasana nella capacità di restare in equilibrio su una sola gamba. Secondo quanto riportato dagli autori della ricerca, integrare questa asana nel protocollo di esercizi tradizionali può favorire miglioramenti dell’equilibrio nelle donne con osteoporosi postmenopausale.
L’importanza dell’equilibrio per chi soffre di osteoporosi
L’osteoporosi indebolisce il tessuto osseo e incrementa sensibilmente il rischio di fratture, che colpiscono in particolare polso, vertebre e femore. Con il passare degli anni, a questo si aggiunge spesso un calo della forza muscolare e della capacità di recuperare rapidamente la stabilità in caso di inciampo o perdita d’appoggio. Allenare costantemente l’equilibrio diventa dunque un tassello fondamentale nella prevenzione.
Anche le linee guida britanniche NOGG dedicate all’osteoporosi consigliano esercizi specifici orientati al potenziamento della forza e dell’equilibrio, utili per limitare il rischio di cadute. La posizione dell’albero rientra perfettamente in questa logica, dal momento che richiede un controllo preciso della distribuzione del peso corporeo e il mantenimento della stabilità su una superficie d’appoggio ridotta.
Va precisato che la ricerca turca ha coinvolto un campione limitato di 32 donne e si è concentrata esclusivamente sui miglioramenti dell’equilibrio, senza verificare direttamente un’effettiva riduzione del numero di cadute. I risultati restano comunque incoraggianti e indicano che anche un’integrazione minima, in termini di tempo, può rivelarsi preziosa all’interno di un programma di esercizi già esistente.
Consigli per praticare la posizione dell’albero senza rischi
Chi convive con l’osteoporosi, specialmente in presenza di difficoltà d’equilibrio o fratture pregresse, dovrebbe adattare gli esercizi alle proprie reali capacità, confrontandosi preventivamente con un professionista sanitario. La posizione può essere semplificata appoggiandosi a una parete o a una sedia stabile, senza l’obbligo di sollevare il piede fino all’altezza della coscia. L’obiettivo primario è lavorare in modo graduale sulla stabilità, senza esporsi proprio a quel rischio che si intende prevenire.
I risultati di questo studio forniscono quindi un suggerimento concreto e applicabile: riservare pochi minuti all’allenamento dell’equilibrio, inserendoli in una routine di esercizi già rodata, può rappresentare un’aggiunta preziosa. Per le donne con osteoporosi postmenopausale, anche la semplice capacità di restare saldamente in piedi su una gamba sola merita la giusta attenzione. Soprattutto considerando che basta un piccolo inciampo per causare una frattura.