Pigrizia e animali: un connubio spesso necessario

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Sospirato ozio. Amato, ma anche disprezzato da una cultura frenetica e ispirata alla legge del fare. Qualcuno ha detto che l'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. Ma la natura cosa ci insegna in proposito? Nuovamente il mondo animale sale in cattedra e ci mostra le virtù del “dolce far niente”.

I felini a un primo e poco attento sguardo possono sembrarci dei grandi pigroni. Vi siete mai soffermati a guardare con quanto impegno un gatto può starsene ore a sonnecchiare beatamente su di un soffice divano? Poltroni, direte voi, osservando l’amato micio con un pizzico di invidia. In realtà, nelle loro lunghe sieste i gatti oltre ad un’intensa attività onirica digeriscono. Avete capito bene: mentre dormono, scompongono e assimilano tutte le proteine, e sono molte, contenute nel loro lauto pasto. Le proteine richiedono al corpo un grande impegno per la loro digestione e provocano come dire, una leggera sonnolenza, conseguenza di tale processo.

Spostandoci a felini di altra taglia e più precisamente al re della foresta, il leone, potremmo notare i medesimi comportamenti del piccolo cugino domestico. In natura queste creature sono devote all’ozio più smodato; passano tre quarti della loro giornata a sonnecchiare beatamente, magari all’ombra di qualche albero. Ma anche loro lo fanno prevalentemente come conseguenza dell’attività digestiva, e inoltre, concentrano le energie per la successiva azione di caccia.

Anche nel mondo dei rettili sembra esistano animali che riposano molto e lavorano poco. Prendiamo per esempio i serpenti, magari un bel pitone, che dopo aver faticosamente ingollato la sua preda intera, se ne resta immobile senza far nulla per settimane o addirittura per mesi. Beh, forse dopo la fatica della caccia ci vuole un po’ di sano e meritato riposo. In realtà il serpente dedica la totalità delle sue energie al complesso lavoro digestivo che gli permetterà di assimilare tutto il necessario dalla sua preda e della quale resterà ben poco.

E cosa dire degli adorabili pinguini che se ne stanno immobili su una bianca distesa di ghiaccio a rimirar le stelle? Anche per loro “il dolce far niente” è una necessità: oltre a restare immobili per la digestione del pasto sono molto attenti al consumo energetico. Nel loro habitat le energie sono un bene assai prezioso. La scarsità di cibo in ambienti così estremi spesso obbliga gli animali a interrompere la caccia, troppo dispendiosa in termini energetici, per intraprendere attività a più basso consumo, come il riposo totale. E se l’energia aiuta a crescere più velocemente meglio: prima si diventa adulti, prima si sfugge ai predatori.

Anche stavolta la natura ci mostra un’alternativa a dei ritmi frenetici e forse “disumani”.

Lorenzo De Ritis