Tanmaxxing: la moda social che sfida la pelle senza protezione solare

Cos'è il Tanmaxxing, il trend social che promuove l'abbronzatura estrema senza creme solari. I rischi secondo gli esperti.

Negli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito il tema dell’esposizione solare, dopo che l’oncologa Debora Rasio ha diffuso sui social alcune affermazioni discutibili riguardo alla protezione dai raggi UV e al legame tra sole e melanoma. Nel frattempo, sulle piattaforme social continua a diffondersi il Tanmaxxing, una tendenza che spinge all’estremo il desiderio di abbronzatura, incentivando spesso a limitare o abbandonare del tutto la crema solare per ottenere una pelle più scura e luminosa.

Questo fenomeno sta però allarmando i medici, poiché rischia di trasformare l’esposizione ai raggi ultravioletti in una sorta di competizione, con conseguenze particolarmente pericolose per i più giovani.

In cosa consiste il tanmaxxing

La parola Tanmaxxing nasce dalla fusione tra “tan” (abbronzatura) e “maxxing”, termine gergale che indica la volontà di spingere al massimo un determinato risultato. In pratica, l’obiettivo diventa ottenere in tempi rapidissimi una tintarella intensa e uniforme.

Questa tendenza si diffonde principalmente online e rientra in quella categoria di mode legate all’estetica che incoraggiano le persone a modificare il proprio aspetto per inseguire uno standard di bellezza. Nel caso specifico del Tanmaxxing, ciò si traduce spesso in lunghe sessioni al sole proprio nelle fasce orarie con maggiore concentrazione di raggi UV, unite alla scelta consapevole di ridurre drasticamente la protezione solare o eliminarla del tutto.

Alcuni contenuti pubblicati online arrivano persino a presentare la scottatura come un passaggio quasi obbligato per ottenere un colorito più intenso. Ed è proprio questo aspetto a preoccupare maggiormente gli esperti: una scottatura non rappresenta un semplice fastidio temporaneo, ma è il segnale evidente che la pelle ha subito un danno causato dalle radiazioni ultraviolette.

@mo315093

it’s too hot to not be at the beach tanning fyp relatable

♬ original sound – ☹ – sadcollisions

 

Quali sono i pericoli legati a questa tendenza

A lanciare l’allarme su questa nuova moda è anche la dermatologa Ines Mordente, seguitissima sui social, che in un suo video ha definito il Tanmaxxing una pratica rischiosa proprio perché induce le persone a rinunciare alla protezione solare in cambio di un’abbronzatura più marcata.

Il messaggio della specialista è chiaro: l’abbronzatura non va considerata un trattamento estetico benefico per la cute, ma piuttosto una reazione di autodifesa dell’organismo esposto ai raggi UV. Il progressivo scurirsi della pelle, infatti, corrisponde a un aumento della produzione di melanina come risposta diretta alle radiazioni.

Ciò non vuol dire che qualsiasi esposizione al sole sia dannosa o che si debba evitare completamente la luce solare. Il vero problema, secondo gli specialisti, riguarda le esposizioni prolungate, frequenti e particolarmente intense, soprattutto quelle che portano a eritemi e scottature.

Le radiazioni ultraviolette rappresentano infatti uno dei principali fattori di rischio per i tumori cutanei. Tale rischio cresce in base all’esposizione accumulata nel tempo e al numero di scottature subite, in particolare quando si verificano durante l’infanzia o l’adolescenza.

Un concetto fondamentale che spesso viene trascurato nella comunicazione sui social è che avere già la pelle abbronzata non equivale a essere al sicuro dai raggi UV.

La melanina fornisce una protezione naturale, ma non è in grado di rendere la pelle completamente immune agli effetti negativi delle radiazioni solari. Per questo motivo l’abbronzatura non dovrebbe mai essere vista come una sorta di barriera che consente di esporsi al sole senza alcuna precauzione.

Il rischio concreto è quello di innescare un meccanismo pericoloso: quanto più la pelle si scurisce, tanto più aumenta la tentazione di prolungare l’esposizione per intensificare ulteriormente il colore. È esattamente questa la dinamica che alimenta il Tanmaxxing, trasformando la tintarella in un vero e proprio traguardo da raggiungere a ogni costo.

Uno dei rischi maggiori legati a questa tendenza riguarda la tendenza a rendere normale la scottatura. Nei contenuti che promuovono questo trend, il rossore cutaneo viene spesso descritto come una fase transitoria o come una sorta di sacrificio necessario per ottenere velocemente un’abbronzatura profonda.

Per dermatologi e oncologi, invece, il messaggio dovrebbe essere completamente diverso: la scottatura è la spia di un danno alla pelle e non può essere considerata in alcun modo un obiettivo da raggiungere. Il danno provocato dai raggi UV, inoltre, non termina quando il rossore svanisce. Nel tempo, l’esposizione solare contribuisce al fotoinvecchiamento cutaneo, favorisce la formazione di macchie e alterazioni della pelle e, in chi è geneticamente predisposto, può incrementare il rischio di sviluppare tumori della pelle.

L’abbronzatura non deve trasformarsi in una competizione

Il problema di fondo non è dunque il naturale desiderio di avere un po’ di colore durante la bella stagione. Il pericolo reale nasce quando la ricerca della tintarella si trasforma in una gara contro il tempo, dove si punta a ottenere il massimo risultato nel minor tempo possibile.

Il Tanmaxxing spinge proprio in questa direzione: più esposizione solare, meno protezione, colore più intenso. Una combinazione che, secondo gli specialisti, comporta rischi molto elevati per la salute della pelle.

Il consiglio unanime dei medici è di evitare esposizioni prolungate ed eccessive, utilizzare una protezione solare adeguata al proprio fototipo e limitare al minimo l’esposizione nelle ore centrali della giornata, quando l’intensità dei raggi UV raggiunge i livelli più alti.

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