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Sla, effettuato 1° trapianto di staminali da cervello a midollo

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Per la prima volta al mondo un team di ricercatori italiani ha effettuato un trapianto di cellule staminali di cervello umano – prelevato da un feto morto – nel midollo spinale di un paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica.

È il primo di 18 pazienti affetti da malattie neurodegenerative reclutati all’interno di un progetto presentato lo scorso mese di marzo dal professor Angelo Luigi Vescovi, direttore scientifico dell’Ircss – Casa sollievo della sofferenza opera di san Pio da Pietrelcina di San Giovanni Rotondo, e autorizzato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Obiettivo generale dello studio è verificare se attraverso l’innesto di staminali cerebrali nel midollo spinale è possibile fermare o quantomeno rallentare il processo degenerativo e la morte dei motoneuroni, le cellule nervose che controllano il movimento e che causano la paralisi alle persone affette dalla Sla. Nell’immediato però, essendo il progetto ancora in una fase iniziale, lo scopo principale è accertare la sicurezza delle procedure di trapianto e l’innocuità delle cellule impiantate.

L’intervento è stato eseguito dall’equipe coordinata dal professor Vescovi e per la parte neurologica dalla dottoressa Letizia Mazzini, responsabile del Centro SLA dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, grazie ad una tecnica tutta italiana messa a punto nel 1996 dallo stesso Vescovi.

Il trapianto delle cellule, prodotte nella Banca delle Staminali Cerebrali di Terni, è stato effettuato lunedì scorso (25 giugno) ad opera dell’equipe di Neurochirurgia dello stesso ospedale, diretta dal dottor Sandro Carletti, coadiuvato dal dottor Cesare Giorgi e dal neurochirurgo Nicholas Boulis della Emory University Clinic di Atlanta (Georgia, Usa), in prima linea per la sperimentazione dell’impianto di cellule staminali su midollo spinale. A cadenza mensile saranno effettuati gli altri interventi.

Ma in cosa consiste l’intervento in questione? Il paziente ha ricevuto tre iniezioni nel lato sinistro del midollo spinale lombare contenenti in totale poco meno di due milioni e mezzo di cellule staminali cerebrali. Le cellule staminali sono state trapiantate in prossimità dei motoneuroni, le cellule che nella Sla muoiono gradualmente, paralizzando progressivamente i muscoli fino a causare la morte del paziente.

Un intervento primo al mondo anche per le mancate problematiche di tipo etico: le cellule, infatti, sono state prelevate da un frammento di tessuto cerebrale di un feto morto per cause naturali, utilizzando una procedura analoga a quella della donazione volontaria di organi negli individui adulti. Tali cellule, inoltre, basteranno per l’intera sperimentazione e per quelle successive.

Fabrizio Giona

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