Parrucchieri e barbieri “salvi”: nessuna chiusura nemmeno nelle zone rosse

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La chiusura forzata dei parrucchieri e dei barbieri durante il lockdown primaverile aveva mandato in tilt le tese di milioni di italiani. E, con l’avvicinarsi delle nuove chiusure, prevedibile era la paura di dover fare i conti con una nuova serrata da parte di tali professionisti. Eppure, in procinto di formalizzare il Dpcm che suddivide l’Italia in tre macrozone a seconda della gravità del contagio, di chiusure di parrucchieri e di barbieri non si parla più, nemmeno nelle zone rosse.

È questo parziale passo indietro rispetto agli iniziali auspici a rappresentare l’ultima sorpresa del nuovo Dpcm che verrà illustrato in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte, e che conferma come tali saloni di bellezza rimarranno aperti anche nelle aree rosse, ovvero in quelle regioni che vedranno un lockdown piuttosto rigido.

Per il resto, il nuovo Dpcm non apporta particolari novità rispetto a quanto era stato anticipato nelle ultime due giornate. Pertanto, spunta per la prima volta la suddivisione della Penisola in tre zone, da domani 5 novembre:

  • la zona verde, ritenuta a basso rischio, a cui andranno applicate solamente le disposizioni di carattere generale e nazionale;
  • la zona arancione, ritenuta a rischio moderato o intermedio, a cui andranno applicate alcune restrizioni aggiuntive;
  • la zona rossa, ritenuta ad alto rischio, a cui invece andranno applicate misure che ricordano più da vicino il “vecchio” lockdown.

Le zone rosse

Nelle regioni “rosse” sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, così come gli spostamenti interni, se non per motivi comprovati di lavoro o situazioni di necessità e di salute. Prevista la didattica a distanza dalla seconda media. Rimarranno chiusi bar, ristoranti, pasticcerie e ogni negozio che non vende beni essenziali. Confermata la possibilità della ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, con asporto. Rimangono aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e di rifornimento.

Le zone arancioni

Nelle regioni intermedie ci sarà un inasprimento delle regole. Bar, gelaterie, ristoranti e pasticcerie rimarranno chiusi per sempre, e non più solo dopo le 18. Vengono invece salvati, come sopra, i parrucchieri e i centri estetici. Dovrebbe invece essere escluso ogni spostamento tra i Comuni, salvo per i già rammentati motivi di lavoro o di salute. Per il resto valgono le regole delle zone verdi.

Le zone verdi

Le zone verdi (o gialle, a seconda della versione della bozza del Dpcm che è circolata negli ultimi giorni), vedranno regole meno rigide ma, come in tutta Italia, anche qui scatterà il coprifuoco alle 22. Da quel momento, fino alle 5 del mattino successivo, sarà vietato uscire di casa, salvo per motivi di salute o di lavoro. La didattica a distanza varrà solo per le scuole superiori, al 100%. Nel trasporto pubblico, capienza al 50% per bus, metro e treni regionali. Centri commerciali chiusi nel weekend e nei festivi. Fermi anche musei, mostre, sale giochi, crociere, concorsi pubblici.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laurea in Economia e commercio, da sempre appassionato di scrittura online e di mondo femminile in particolare: moda, capelli, bellezza.