frattura del pene

Mi piego e poi mi spezzo: la frattura del pene

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Maschio italico focoso e indiavolato, piastrellista dell’eros, asfaltatore della passione…attenzione! I tempi dell’approccio morbido come la carta vetrata al corpo femminile sono finiti. Il rischio? La rottura del delicato compagno di tante, speriamo, gloriose avventure.

Ebbene si, anche il pene si rompe. Non in senso figurato, come nel famoso modo di dire “questa cosa mi ha rotto il…” da completare con la parolina che ritenete più giusto inserire. Nel senso vero del termine, con tanto di rumore rivelatore e conseguenze visibili. Sappiamo bene che il luogo è sprovvisto di ossa, dunque riesce un po’ complesso applicare la parola frattura all’ammennicolo.

Sappiamo anche che una cosa molto rigida ha maggior probabilità di rottura e questo controsenso della natura ci dispiace molto. Perché, in effetti, sembra che la possibilità di incorrere nello sciagurato evento, la rottura del piccolo, sia proporzionale al grado di durezza del suddetto. Più è dritto, in posizione, intento a fare il suo dovere, più è facile che un movimento errato possa distruggere il momento erotico e una quantità di capillari ripieni di sangue.

Tecnicamente, spiegano gli esperti, a rompersi è la membrana albuginea dei corpi cavernosi, quei canali che, irrorati di sangue, permettono il prezioso innalzamento del pene. La membrana, parallelamente ad alcune strutture cerebrali maschili, è dotata di molte belle e utili qualità ma di scarsa elasticità. Per cui, nel malcapitato caso di colpo vibrato con violenza, può spezzarsi, provocando intenso dolore.

In seguito al trauma, la parte lesa si gonfia e può assumere un colorito decisamente più scuro, dovuto al versamento di sangue. Ma come si può colpire un organo così docile e indifeso con forza tale da indurne la frattura? Il modo più comune è di usare una foga eccessiva nell’esercizio amatorio. Se, cioè, siete convinti assertori del sistema stantuffo felice, sappiate che non potete permettervi distrazioni. Il bersaglio va centrato ad ogni spinta. Altrimenti, proprio nel rientrare, potreste mancare l’approdo e sbattere violentemente contro una parte della vostra compagna, provocando una piega innaturale nel vostro mini ariete.

Pericolosa è anche la posizione in cui la donna siede, beata, sopra all’uomo. Malauguratamente, questa è la posizione preferita dal 70% delle donne del globo. Se la fanciulla, in preda all’estasi, al divertimento o ai fumi di qualche sostanza, saltella con malagrazia sopra al vostro arnese, fermatela e ricordatele che la festa è divertente quando nessuno ne esce con qualcosa di fratturato, gonfio e dolente.

Altri modi raccontati da medici del pronto soccorso, una delle categorie che val la pena di ascoltare, sono la classica “caduta sopra alla compagna“, comprensibile e accettabile; “il rotolamento dalla mountain bike”, in cui il tapino atterra proprio sull’eretto aggeggio; “la discesa da mobili vari”, che fa riferimento alla leggenda metropolitana dell’uomo travestito da Batman pronto a lanciarsi in giochi erotici alternativi e sulla compagna svestita e in attesa; fino alla migliore, vera perla di goffaggine: l’inciampamento nel gatto di casa, non visto perché non si è voluta accendere la luce.

Nel caso in cui incorriate nel triste incidente, mantenete il sangue freddo e seguite due semplici regole, così da assicurarvi la guarigione. Smettete subito di fare quello che stavate facendo. Tanto, visto il dolore, non sarà un grosso sacrificio. Informate la vostra compagna della cosa, nel caso lei avesse scambiato il vostro ululato per un grido di piacere. Certe donne sono davvero poco portate al riconoscimento dei suoni. Prendete del ghiaccio e posizionatelo sulla parte così duramente provata.

Le nonne suggerirebbero di avvolgere il ghiaccio in un panno che non sia troppo spesso. Ci manca solo che in ospedale debbano, per visitarvi, staccare prima la pelle del piccolo paziente dai cubetti del freezer. Indi, avvolgete il dolente in una fasciatura, in modo che non possa fare alcun movimento e portate la deliziosa mummia in ospedale, per una visita approfondita. Una frattura trascurata può portare a difficoltà erettive e a disfunzioni varie.

La natura ama la simmetria e le similitudini. Due mani, due piedi, due occhi, due orecchie. Il pugno è grande come il cuore, due pugni equivalgono al cervello. Siate dolci e delicati con il vostro amico. Sembra forte e imponente, specie quando si gonfia. Ma in realtà, proprio come certi uomini, è fragile e delicato. Necessita di cure e di attenzioni speciali. Solo così può crescere e diventare, per la gioia di tutte, un vero duro.

Fiammetta Scharf

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