Mangiare a notte fonda fa male al fegato? Cosa dice lo studio

Spuntini notturni e salute del fegato: uno studio su quasi 200mila persone rivela i rischi di steatosi e cirrosi e cosa fare per proteggerti.

Concedersi ogni sera un boccone fuori orario potrebbe costare più del previsto al nostro organismo. Una ricerca condotta su 199.155 adulti ha mostrato che chi mangia di abitudine dopo cena o durante la notte ha un rischio maggiore del 36% di sviluppare fegato grasso e del 28% di andare incontro a cirrosi. Lo scarto resta evidente anche tenendo conto di peso, calorie assunte, qualità della dieta e consumo di alcol.

Lo studio è uscito su Clinical Gastroenterology and Hepatology ed è stato guidato da Robert Wilechansky, epatologo della Oregon Health & Science University (OHSU), con la collaborazione del Massachusetts General Hospital. Il team ha seguito per circa 16 anni quasi 200mila adulti statunitensi, per capire se l’ora dei pasti influisca sulla salute epatica.

Più 36% di rischio per gli spuntini dopo cena

Le informazioni arrivano da tre grandi indagini americane: il Nurses’ Health Study, il Nurses’ Health Study II e l’Health Professionals Follow-Up Study. I partecipanti avevano in media 59 anni e all’inizio non soffrivano di patologie del fegato. Circa il 29% ha dichiarato di mangiare di solito dopo cena o dopo essersi coricato.

Nel corso del monitoraggio si sono registrati 4.492 nuovi casi di steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), nota come fegato grasso, e 315 casi di cirrosi.

La steatosi consiste in un accumulo di grasso nelle cellule epatiche e può restare silenziosa per anni. In alcuni casi evolve in infiammazione, fibrosi e infine cirrosi, quando il tessuto sano è sostituito da tessuto cicatriziale. Entrambe le malattie erano più frequenti tra chi mangiava la sera tardi.

I risultati sono stati aggiustati per età, indice di massa corporea, diabete, colesterolo, fumo, attività fisica, alcol, calorie e qualità della dieta. L’effetto è rimasto: +36% per il fegato grasso e +28% per la cirrosi. Sono aumenti relativi: non vuol dire che il 36% di chi fa lo spuntino serale si ammalerà.

Saltare la colazione o variare il numero di pasti sembrava all’inizio un fattore di rischio, ma l’associazione è sparita dopo gli aggiustamenti. Mangiare dopo cena, invece, è rimasto legato a entrambe le patologie. Includendo anche il lavoro notturno, il rischio relativo di cirrosi saliva al 49%.

Il fegato ha un orologio biologico

Il fegato lavora sempre, ma non con la stessa intensità a ogni ora. Ha un proprio orologio interno, legato ai ritmi circadiani che governano sonno, veglia e molti processi metabolici. Per questo ciò che mangiamo alle otto del mattino non viene necessariamente gestito come ciò che ingeriamo prima di dormire.

Andrew McHill, fisiologo del sonno e coautore, ha spiegato nel comunicato dell’OHSU che mangiare mentre l’orologio biologico prepara il corpo al riposo può ridurre l’efficienza del metabolismo degli alimenti.

Esperimenti sugli animali indicano che il fegato risente dello sfasamento fra orari dei pasti e del sonno, con alterazioni nella gestione di zuccheri e grassi. Il legame con la steatosi appare quindi plausibile, anche se i meccanismi vanno ancora chiariti.

Una revisione pubblicata su eClinicalMedicine ha trovato prove solide sul lavoro a turni, mentre per gli orari dei pasti i dati restano limitati.

Qual è l’ora giusta per smettere di mangiare?

La mezzanotte non è una soglia stabilita dagli studiosi. Ai partecipanti veniva chiesto soltanto se mangiassero abitualmente dopo cena o dopo essere andati a letto, senza registrare l’orario esatto né l’intervallo tra l’ultimo pasto e il sonno.

Perciò non si può dire che cenare alle 21 sia dannoso o che uno snack alle 22 sia un pericolo. Un altro limite è che dieta e diagnosi erano autodichiarate, senza ecografie o analisi sistematiche per verificare lo stato del fegato.

Il campione era inoltre formato soprattutto da professionisti sanitari bianchi con istruzione elevata, non rappresentativi di tutti gli stili di vita. Quanto alla cirrosi, 315 casi su quasi 200mila persone invitano a leggere con cautela quel 28%: è un evento molto più raro della steatosi e la stima è meno precisa.

Anticipare lo spuntino può proteggere il fegato?

Per Wilechansky, concentrare le calorie diverse ore prima di andare a letto potrebbe giovare al metabolismo. Il gruppo dell’OHSU sta reclutando volontari per uno studio clinico in cui gli orari dei pasti saranno monitorati direttamente, anche con diari fotografici, e il fegato valutato con esami diagnostici.

Chi ha già la cirrosi è un caso a parte. Le linee guida europee EASL-EASD-EASO consigliano uno spuntino serale in certe situazioni, come perdita di massa muscolare o cirrosi scompensata. In questi casi gli orari vanno concordati con il medico, senza modifiche fai da te.

Per tutti gli altri conta soprattutto la regolarità: un dolce occasionale dopo cena non è un’emergenza. Il segnale emerso riguarda un comportamento ripetuto nel tempo. Capire se anticipare lo spuntino riduca davvero il rischio richiederà una prova che nemmeno sedici anni di questionari possono offrire.

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