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Infertilità maschile, ecco il test fai-da-te

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Se una coppia non riesce ad avere figli i motivi posso essere tanti. Le conseguenze di una serie di tentativi falliti possono essere anche molto gravi e portare – nei casi peggiori – alla fine di un amore.

A forza di attribuirsi a vicenda colpe inesistenti, passare le serate tra iniezioni e cure di fertilità e i weekend in cliniche svizzere, la coppia si dimentica che uno dei modi più pratici ed efficaci per fare figli è quello tradizionale, pratica spesso dimenticata e considerata superflua quando avere un figlio diventa una vera e propria fissazione.

Se la “colpa” poi è da attribuirsi all’infertilità maschile, i problemi aumentano. Spesso le donne sono disposte a sottoporsi a decine di analisi settimanali e a interventi rischiosi e dolorosi, mentre l’uomo ha più difficoltà ad accettare di poter essere lui il “problema” e non trova sempre il coraggio di sottoporsi ai controlli di rito.

Tra l’altro, se il controllo di rito consiste nel dover passare un interminabile quarto d’ora da solo, in una sterile stanzetta piena di riviste spiegazzate che ne hanno viste di tutti i colori, mentre un’infermiera impaziente attende sbuffando fuori dalla porta, pronta a guardare con sufficienza il prodotto di tanta fatica prima di portarlo in laboratorio, è comprensibile che qualcuno possa sentirsi in imbarazzo a sottoporsi a questo genere di analisi.

Analisi che però è importante fare, perché sembra che ben il 35% dei casi di infertilità della coppia sia dovuta ad una bassa percentuale di spermatozoi nel liquido seminale (percentuale che si è dimezzata negli ultimi 50 anni). La soluzione al problema? 10 centimetri prodigiosi che gli aspiranti genitori dovrebbero sempre avere a portata di mano!

Si tratta di un chip per un test di fertilità fai-da-te sviluppato dal ricercatore olandese Loes Segerink. Il piccolo congegno, più veloce di un test di gravidanza, è in grado di misurare in 12 secondi quanti spermatozoi sono presenti nello sperma, tenendo conto soprattutto della loro concentrazione, dato fondamentale per stabilire la fertilità maschile: l’ideale sarebbe una concentrazione di 20 milioni di spermatozoi per millilitro.

Il chip è molto selettivo, ed è in grado di distinguere tra spermatozoi e altre cellule, per cui gli “infiltrati” non rientrano nel conteggio. È in grado per esempio di riconoscere e conteggiare anche i globuli bianchi, il cui numero è un dato importante da comunicare all’urologo che in questo modo avrà più informazioni sulla qualità dello sperma.

L’unica critica mossa al congegno è di tipo etico. Il ricercatore di etica sanitaria dell’Università di Oxford, Michael Dunn, mette in guardia gli aspiranti papà: “È forte la possibilità di danni ai pazienti se non vengono loro date tutte le informazioni in caso di risultato positivo di infertilità. Ormai tecnicamente il test è pronto, ma forse la società non lo è.“. Insomma il consiglio è di non disperare davanti ad un eventuale risultato positivo: esistono delle soluzioni che il vostro medico non esiterà ad esporvi.

Certo anche motilità e forma degli spermatozoi sono importanti indiatori della qualità del liquido seminale (ricordate la famosa scena di Manuale d’Amore 2, in cui lei, a tavola, accusa lui di avere gli spermatozoi “piccoli e rincoglioniti” sotto gli sguardi increduli e imbarazzati dei clienti del ristorante?).

La speranza è che presto venga sviluppato un congegno casalingo in grado di ricavare anche questi dati, dando agli uomini la possibilità di testare la propria fertilità nell’intimità delle proprie mura domestiche.

Simona Redana

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