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Il Nimesulide rimborsato dallo Stato?

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Bandito negli Stati Uniti, distribuito con ricetta medica non ripetibile in Europa (ma effettivamente venduto solo in Italia e in Polonia): è il Nimesulide, principio attivo di diversi farmaci, alcuni anche molto famosi (Aulin), che potrebbe essere anche rimborsato dallo stato nei prossimi mesi.

In effetti, il caso italiano è singolare: mentre in Europa il farmaco è stato bandito dall’uso nelle terapie di malattie croniche, in Italia addirittura sarebbe rimborsato dallo stato proprio per patologie di dolore acuto come l’osteoartrite.

Quindi, paradossalmente, dovrebbe essere assunto con una certa regolarità e anche rimborsato. In realtà, la rimborsabilità del farmaco sarà possibile solo dopo il rinnovo della Commissione scientifica dell’Aifa (Agenzia del farmaco), quindi non si tratta di una novità a stretto giro.

Tuttavia, i recenti studi che hanno dimostrato quanto il Nimesulide sia dannoso – soprattutto se usato spesso – per il fegato, ci fanno riflettere. Infatti basterebbero più di due settimane di terapia a base di nimesulide per avere già dei danni gravi alla salute: ecco perché già qualche mese fa si era parlato di diminuire le dosi della classica scatola da 30 bustine.

Il consiglio è quello di preferire paracetamolo o ibuprofene per il trattamento del dolore comune (mal di testa, di denti, dolori mestruali) e di limitare l’uso del nimesulide solo a casi acuti e sporadici in cui il beneficio supera il rischio.

Sara Tagliente

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