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Dolore cronico: quanto soffrono gli italiani

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Il dolore cronico affligge il 67,3% degli italiani, ma soltanto il 50,9% è seguito da un medico e il 52,3% non ha nessuna terapia in corso.

Nel 45,2% dei casi l’origine della sofferenza è dovuta all’artrosi,mentre gli antinfiammatori non steroidei sono i farmaci analgesici più impiegati, anche se essi alleviano i sintomi soltanto al 16,9% degli intervistati. Per quasi 9 pazienti su 10, inoltre, il dolore compromette seriamente la vita quotidiana.

È questo il quadro che emerge da una ricerca effettuata dall’Associazione pazienti vivere senza dolore, nel corso della campagna itinerante CU.P.I.DO. – Cura Previeni Il Dolore (che ha toccato 14 città italiane), e presentata oggi a Milano.

7 volte su 10 gli italiani hanno difficoltà ad individuare sul territorio i centri di cura specializzati e non conoscono la Legge 38, che dal Marzo 2010 tutela il loro diritto a un’assistenza più equa e qualificata.

Spiega Marta Gentili, Presidente dell’Associazione vivere senza dolore: “molti cittadini, ignorando i contenuti della Legge 38, non sanno dove recarsi per chiedere assistenza e finiscono così per ricevere terapie che non rispondono alle loro esigenze antalgiche. La sofferenza fisica non grava poi solo sul malato, fino a spegnerne a volte la voglia di vivere, ma anche sull’intera famiglia: occorrono pertanto un’idonea formazione dei clinici e una maggiore informazione dei pazienti. Il nostro auspicio è che il Ministero e la Commissione dolore proseguano l’ottimo lavoro svolto finora a tutela di chi soffre“.

La Legge 38 ‘obbligà il medico a prendersi cura del dolore, qualunque ne sia la causa“, interviene Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative. “Un approccio così innovativo va inevitabilmente a scardinare abitudini ormai consolidate e richiede quel cambiamento culturale che solo un’adeguata formazione può favorire. A questo proposito, il Ministero della Salute ha predisposto con il MIUR un documento tecnico sui percorsi formativi degli addetti ai lavori, approvato a dicembre dal Consiglio Superiore di Sanità. Con le varie sigle della medicina generale, abbiamo inoltre stabilito di prevedere un unico iter didattico sulla terapia del dolore e le cure palliative, per garantire ai medici di famiglia una preparazione uniforme. Sul fronte appropriatezza prescrittiva, la battaglia è ancora aperta, poiché sta crescendo il consumo di oppioidi ma l’abuso di FANS permane; proprio per vigilare sulla qualità dell’assistenza erogata, abbiamo istituito il Cruscotto, un software che monitora le prestazioni ospedaliere e la tipologia delle prescrizioni“.

Non solo. Di recente il Ministero ha anche dato avvio alla campagna informativa “Non ti sopporto più”, rivolta direttamente alla popolazione, per sensibilizzarla sulla terapia del dolore.

Infine,l’Associazione vivere senza dolore organizzerà, dal 15 febbraio al 30 giugno 2012, una nuova campagna itinerante denominata HUB2HUB, coinvolgendo circa 15 centri di terapia del dolore in tutta Italia.

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