Crociera in quarantena: il virus Andes si diffonde a bordo della Hondius

Emergenza sanitaria sulla nave MV Hondius: il virus Andes, trasmissibile tra umani, ha causato otto contagi e tre decessi. Attracco previsto a Tenerife.

Otto persone infette, tre vittime e una nave con 147 individui in navigazione nell’Atlantico: la situazione a bordo della MV Hondius, imbarcazione battente bandiera olandese, si è aggravata. Le analisi hanno rivelato che l’epidemia è provocata dal virus Andes, il più letale tra i 24 hantavirus conosciuti e l’unico in grado di diffondersi direttamente tra esseri umani.

La conferma proviene dalle autorità sanitarie sudafricane e dall’Organizzazione mondiale della sanità, che hanno esaminato i campioni biologici prelevati da alcuni viaggiatori evacuati e portati in aereo in Sudafrica. L’identificazione del ceppo ha modificato radicalmente l’approccio alla crisi sanitaria in corso.

Caratteristiche del virus Andes e rischi associati

Tra i ventiquattro ceppi di hantavirus documentati nell’essere umano, soltanto il virus Andes possiede la capacità di trasmettersi da individuo a individuo. Questo patogeno è endemico in Sud America, specialmente in Argentina e Cile. L’OMS ha confermato nel suo rapporto ufficiale che, nonostante la trasmissione interumana sia poco frequente, è stata verificata in episodi precedenti. Il contagio avverrebbe tramite le vie respiratorie, durante contatti ravvicinati.

Questo ceppo può provocare la sindrome polmonare da hantavirus, caratterizzata da febbre, disturbi gastrointestinali e rapida evoluzione verso insufficienza respiratoria acuta. Il tasso di letalità può raggiungere quasi il 40%. I sintomi iniziali, come febbre, dolori muscolari e affaticamento, si manifestano da una a otto settimane dopo l’esposizione, rendendo estremamente difficile il tracciamento dei contagi.

L’epidemiologo Massimo Ciccozzi, intervistato da LaPresse, ha evidenziato l’importanza di un’indagine genetica dettagliata. Per determinare se vi sia stata effettiva trasmissione tra persone, è fondamentale ricostruire se i pazienti successivi al caso indice abbiano avuto interazioni dirette con lui o con le vittime. L’identificazione del ceppo da sola non è sufficiente per chiarire la dinamica dell’epidemia.

Itinerario della nave e sviluppo dell’epidemia

La MV Hondius aveva lasciato Ushuaia, in Argentina, il 1° aprile 2026 per una crociera nell’Atlantico meridionale che comprendeva l’Antartide, le Falkland, la Georgia del Sud, Tristan da Cunha e Sant’Elena, con arrivo previsto alle Canarie.
Il 2 maggio l’OMS ha ricevuto segnalazione dal punto focale britannico relativa a un gruppo di casi di patologia respiratoria grave a bordo, con due decessi e un passeggero in condizioni critiche. Successivamente i casi confermati e sospetti sono aumentati a otto, con tre vittime: due olandesi e un tedesco. Un turista britannico è in terapia intensiva a Johannesburg, mentre in Svizzera un ex passeggero si è recato autonomamente in ospedale a Zurigo dopo essere stato avvisato dalla compagnia Oceanwide Expeditions, risultando positivo. In Francia, le autorità sanitarie hanno individuato un contatto: un cittadino francese che aveva viaggiato sullo stesso volo di uno dei contagiati prima del ricovero.

Polemiche sull’attracco alle Canarie

L’OMS e Madrid hanno stabilito che l’imbarcazione potrà attraccare al porto di Granadilla, a Tenerife, dopo un’ispezione sanitaria condotta da specialisti a bordo. La decisione è stata presa poiché Capo Verde, dove la Hondius era ferma, non possiede le infrastrutture adeguate per gestire l’emergenza.

La scelta ha provocato la forte protesta del presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, che ha denunciato una “slealtà istituzionale” da parte del governo centrale e ha affermato di non poter “consentire l’ingresso della nave” senza adeguate garanzie tecniche. Il ministero della Salute ha precisato che le procedure di sbarco seguiranno un protocollo concordato con OMS ed ECDC, prevedendo isolamento dei passeggeri, assenza di contatti con la popolazione locale e protezione degli operatori sanitari. Tre passeggeri sospetti sono già stati evacuati e trasferiti nei Paesi Bassi. Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ringraziato ufficialmente il premier Sánchez, invitando a evitare misure restrittive non giustificate scientificamente. Il rischio per la popolazione generale, secondo l’Agenzia di Ginevra, rimane attualmente contenuto.

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