Riforma Sanità: presto medici associati e assistenza h24

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Arriva la riforma delle cure primarie, messa a punto dal ministro della Salute Renato Balduzzi, che si inserirà probabilmente nel ddl atteso entro l’estate, e allo studio del Governo c’è l’apertura di strutture di medicina di base attive 24 ore su 24, dove opereranno in cooperazione più medici associati tra loro, per creare un raccordo tra l’assistenza di base garantita dai medici di famiglia con le reti territoriali.

Lo ha spiegato all’ANSA, Giacomo Milillo, Segretario Nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), parlando di “importante progresso per spostare la Sanità vicino all’assistito“.

In questo modo, infatti, “il medico di famiglia – spiega l’esperto – diventa così un medico della persona. L’assistito continuerà ad avere il suo medico di scelta, ma all’interno di uno studio“. E negli orari in cui il suo medico non c’è, potrà ricorrere ad altri dottori che fanno parte dello studio e possono accedere alla sua cartella clinica elettronica – altra proposta in atto – . “In pratica – dice Milillo – si pensa di poter andare verso aggregazioni di 15-20 medici, di cui 15 sono di scelta e 4-5 di continuità assistenziale, per esempio di guardia medica, per consentire poi a tutti di essere di scelta”.

Secondo il Segretario, a questi dovrebbero affiancarsi anche altri professionisti, come infermieri e specialisti, mentre gli studi dovrebbero essere corredati anche di apparecchiature diagnostiche di base, per ridurre all’indispensabile il ricorso a strutture complesse, alleggerendo, ad esempio, i Pronto soccorso. Ma la novità maggiore consiste nella rivoluzione del concetto di medicina di attesa, che dovrà trasformarsi in “medicina di iniziativa“.

Oggi, infatti, continua Milillo, “il medico di base attende che l’assistito vada nel suo studio e lo consulti. Questa riorganizzazione è anche l’opportunità per favorire la ‘medicina di iniziativà, nella quale il medico che conosce la storia clinica del suo assistito, si muove preventivamente per fargli fare accertamenti clinici, adottare regimi alimentari adeguati e prescrivere cure necessarie prima che la malattia si aggravi“.

È il caso di malattie croniche, come il diabete, per esempio. Ma anche di tumori alla mammella. “Sapendo che la mamma o la zia dell’assistita ne ha sofferto, si può arrivare a una diagnosi precoce, fondamentale per questo tipo di tumore“, argomenta il segretario, che conclude ricordando l’importanza di uno strumento come il Fascicolo sanitario elettronico: i dati ci sono già – conclude Milillo -. Tutti i medici oggi hanno il pc e lo usano per le diagnosi. Il problema adesso è di aggregarle in rete”.

Roberta Ragni

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