Malaria: passi avanti verso un vaccino

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Diminuire di circa il 50% il rischio di sviluppare la malaria, malattia che colpisce ancora oggi circa 225 milioni di persone ogni anno, uccidendone 780 mila.

Riuscirebbe a farlo il vaccino RTS,S realizzato dalla  (Gsk) e nato dall’impegno di Joe Cohen, autodefinitosi nonno e padre del vaccino, che ha ormai passato la soglia dei 65 anni.

I primi dati dello studio di fase III, che ha coinvolto 11 centri di 7 Paesi africani, per il candidato vaccino contro la malaria RTS,S, pubblicati sul New England Journal of Medicine e presentati in occasione del Forum Malaria, ospitato dalla Bill & Melinda Gates Foundation a Seattle, fanno davvero ben sperare.

A un anno dalla conclusione del ciclo vaccinale di 3 somministrazioni, l’analisi su 6 mila bambini di età compresa tra i 5 ed i 17 mesi ha dimostrato che il vaccino riduce il rischio di sintomi della malattia e di forme severe di malaria rispettivamente del 56 e del 47% rispetto alla popolazione di controllo, sottoposta ad altra vaccinazione. Inoltre, dalla valutazione degli episodi di malaria grave fino a oggi osservati in tutti i 15.460 neonati e bambini, di età compresa tra le 6 settimane e  un anno e mezzo d’età, la vaccinazione ha dimostrato il 35% di efficacia in un monitoraggio medio di circa un anno.

In attesa di informazioni fondamentali sulla durata di protezione del vaccino, che saranno disponibili entro 3 anni, Andrew Witty, amministratore delegato di GSK, sottolinea che “questi dati ci portano a un passo dall’avere il primo vaccino malarico del mondo, il che ha il potenziale per migliorare in maniera significativa le prospettive dei bambini che vivono nelle zone malariche endemiche delle regioni intorno all’Africa“.

Parte delle ricerche sono state finanziate dalla Bill and Melinda Gates Foundation, l’organizzazione messa in piedi dal cofondatore di Microsoft insieme con la moglie, ma realizzare un vaccino contro la malaria è un’operazione davvero complessa rispetto alla creazione di vaccini per gli altri virus, che richiede un grande dispiego di risorse e di tempo.

Perché la malaria è causata da parassiti, protozoi appartenenti al genere Plasmodium, che si spostano dal sangue al fegato e poi nuovamente nel sangue, cambiando caratteristiche: per questo è difficile creare un farmaco che li possa distruggere. La principale via di contagio sono le zanzare del genere Anopheles e attualmente le tecniche di prevenzione sono tese a ridurre proprio le popolazioni di questi insetti nelle aree molto abitate, come l’Africa, l’America del Sud e parte dell’Asia.

L’obiettivo ora è quello di rendere disponibile il vaccino per il 2015 e, se l’Organizzazione Mondiale della Sanità darà il via libera, dovrebbero esserne prodotte annualmente 30 milioni di dosi. Insomma, il sogno di un efficace vaccino contro una malattia così infida, che possa proteggere tutti i bambini dell’Africa e delle altre aree del mondo in cui le zanzare Anopheles sono diffuse, non è più solo un lontano miraggio.

Roberta Ragni

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin