Tumore al seno: un esame diagnostico può studiarne l’evoluzione

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Una novità importante per la cura dei tumori alla mammella arriva da uno studio dell’Istituto nazionale Tumori Regina Elena di Roma, pubblicato su Clinical Cancer Research.

I ricercatori hanno studiato l’evoluzione del recettore HER2 (Human Epidermal growth factor Receptor 2), scoprendo che nel corso della malattia può modificarsi, passando da negativo a positivo e viceversa.

Il recettore in questione è associato ai tumori al seno più aggressivi ed è responsabile, quando presente (il 25% dei casi), della sua crescita. In pratica, i tumori HER2 positivi crescono molto più in fretta rispetto a tumori negativi per il recettore. Esiste però un farmaco biologico (trastuzumab) che può arrestare l’attività di questo recettore e può essere usato dopo l’intervento o in fase di progressione della malattia.

La scoperta riguarda proprio il fatto che fino ad ora si pensava che l’HER2 non subisse mutazioni durante il decorso del tumore: in pratica c’era o non c’era. Un test su 137 pazienti ha invece dimostrato che l’espressione del recettore si modifica in circa il 12% delle metastasi, diventando positivo. Questo permetterebbe di poter utilizzare il farmaco biologico, terapia non praticabile in caso di assenza del recettore.

Diventa quindi fondamentale monitorare l’andamento della malattia che, subendo alterazioni, potrebbe necessitare di terapie diverse e usufruire di farmaci che nella fase iniziale erano proibiti: “Questo risultato – spiega Alessandra Fabi del dipartimento di Oncologia Medica IRE – ha una importanza rilevante per il beneficio clinico che le pazienti possono ottenere dall’effettuare un trattamento con il farmaco trastuzumab alla ricaduta di malattia”.

La scoperta arriva parallelamente ad un altro studio, presentato al meeting della American Association for Cancer Research in corso ad Orlando e che riguarda uno screening molto particolare, effettuato sul latte materno. Pare infatti che analizzando il dna delle cellule epiteliali mammarie presenti nel latte si possa capire se la donna ha probabilità di ammalarsi di cancro al seno.

La diagnosi è ovviamente fondamentale in tutti i tipi di tumore. Quello al seno colpisce un numero sempre crescente di donne e studiare la sua evoluzione permetterebbe a molte di loro di poter usufruire di terapie e cure studiate ad hoc, rallentandone la crescita o impedendone il ritorno.

Eleonora Cresci

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.