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I ricordi ci rendono più resistenti

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Da una recente ricerca americana emerge che la nostalgia serve a resistere più a lungo in condizioni di disagio.

Sembra, infatti, che un ricordo piacevole sia capace di creare nel corpo un “effetto ritorno” di “confortevolezza” e riduzione del disagio. Come se la nostalgia scatenasse una reazione omeostatica di benessere.

L’esperimento è stato condotto alla Sun Yat-Sen University, in Cina, su 90 studenti cinesi chiusi, per un periodo in stanze con tre temperature diverse( 20, 24 e 28 gradi). Gli studenti chiusi nella stanza più fredda erano i più nostalgici e, inoltre, percepivano una temperatura superiore a quella effettiva.

Chi prova nostalgia è più resistente al freddo e, in generale, alle situazioni di disagio fisico. Un’altra fase dell’esperimento prevedeva di far restare i ragazzi con le mani nell’acqua ghiacciata. Ebbene, chi ha pensato di più ai suoi ricordi è stato anche in questo caso, più resistente.

In realtà questo studio confermerebbe ciò che era già emerso dalla ricerca sulla corteccia cerebrale fatta ai sopravvissuti dei campi di sterminio e prigionia. Anche in quel caso chi aveva elaborato ricordi aveva una possibilità in più di sopravvivenza per l’ottima risposta del loro corpo al disagio. Che in quel caso si chiamava orrore e disumanità.

Sara Tagliente

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