enneagramma

Conosci te stesso con l’enneagramma

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Tutti possediamo qualche lato oscuro che ci condiziona negativamente e che, in un certo senso, è una strategia di autodifesa scelta inconsciamente per ottenere sicurezza e soddisfazioni ed evitare dolori e fallimenti. Riconoscere il segreto predominio di queste pulsioni negative è il primo passo verso la libertà interiore.

L’enneagramma, dottrina antichissima oggi riscoperta e apprezzata anche dagli psicologi, ma tuttavia non considerata ancora una scienza esatta, può rappresentare un mezzo efficace per acquisire la necessaria capacità di autocritica in vista di una più armonica crescita psicologica e spirituale.

La storia

Le origini dell’enneagramma (termine composto che deriva dalle parole greche ennea: nove e gramma: lettera, punto) sono sconosciute, ma si pensa risalgano a più di 2000 anni fa. Venne sviluppato e tramandato oralmente da alcune confraternite di maestri sufi, in Medio Oriente. I sufi chiamavano l’enneagramma ‘Il volto di Dio’: essi ritenevano che se l’uomo fosse capace di ‘indossare tutte le nove paia di scarpe’ e guardare la realtà da ognuno dei nove punti di vista, allora osserverebbe il mondo con gli occhi di Dio. Il primo a presentare in Occidente il simbolo come oggi lo conosciamo è stato il russo Georgi Ivanovitch Gurdjieff (1879 – 1949), insegnante di conoscenza esoterica e contemporaneo di Freud. Egli lasciò intendere di essere stato introdotto alla conoscenza dell’enneagramma negli anni Venti in Afghanistan durante una sua visita a un monastero Sufi. Dal 1960 venne diffuso anche negli Stati Uniti.

La forma

L’enneagramma è rappresentato da un cerchio che include un triangolo equilatero intersecante una figura a sei lati. I punti che toccano il cerchio sono numerati da uno a nove in senso orario e sono collegati da linee e frecce in entrambe le figure interne.

forma enneagramma

Cos’è l’enneagramma e a che serve

L’enneagramma è una dottrina che descrive nove diversi caratteri. Ma oltre alla descrizione minuziosa delle varie caratteristiche umane, conduce al cambiamento interiore ed esteriore. L’enneagramma definisce nove tipi di personalità a partire da nove ‘trappole’, ‘passioni’. Si tratta dei sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, ingordigia, lussuria e a questi si aggiungono due ulteriori ‘peccati’: menzogna e paura. Il termine “peccato” viene inteso come la nostra separazione da Dio, ma anche dal nostro prossimo e da noi stessi. Nessuno dei nove tipi è migliore o peggiore di altri, ognuno di essi ha bisogno di arrivare alla libertà e ognuno di essi ha doni unici. Il proprio tipo (ciascuno numerato come Tipo 1, Tipo 2, eccetera fino al Tipo 9, oppure identificato con un aggettivo che rispecchia le caratteristiche di ogni personalità) si costituisce in modo inconsapevole e involontario nel bambino dall’età di quattro anni in poi, a causa del rapporto tra esso e il mondo esterno, in particolar modo con i genitori. È inoltre possibile che il proprio tipo cambi, ma ciò avviene a livello inconscio e non razionale, soprattutto nell’adolescenza. L’enneagramma è più di un’indagine psicologica per la conoscenza di sé, ci dà la possibilità di metterci a confronto con l’automatismo in cui viviamo inconsciamente, ci invita a prenderne coscienza e a dirigerci verso la libertà.

Conoscendo l’enneagramma è possibile elaborare meglio i nostri rapporti e le dinamiche delle relazioni: in ambito lavorativo; tra genitori e figli; tra fidanzati o coniugi; con gli amici. L’enneagramma ci aiuta a individuare le forze che dobbiamo coltivare e ci indica la direzione da seguire sviluppando le qualità positive del nostro tipo di personalità; ci aiuta, quindi, a comprendere i nostri punti di forza e le nostre debolezze, ci fa scoprire quale prezzo dovremo pagare a lungo termine se continuiamo a ingrandire il nostro “io” e a rifuggire la crescita e ci aiuta a sapere con certezza che vi è un modo “positivo” di vivere. In tal modo possiamo giungere a star bene con se stessi Se vogliamo che il nostro cambiamento vada in direzione della crescita dobbiamo imparare a desiderare ciò che è veramente giusto per noi e avere il coraggio di ribellarci alle nostre paure.

I tre centri: pancia, cuore, testa

Secondo un’ulteriore classificazione i nove tipi dell’enneagramma possono essere riuniti in tre gruppi, tre centri: la pancia, il cuore, la testa.

Pancia

È il gruppo degli uomini di pancia o “tipo sessuale” e vi appartengono i tipi uno, otto, nove. Essi reagiscono in maniera immediata, spontanea e impulsiva, seguendo l’istinto. Il centro del corpo che li guida è l’apparato digerente. L’orecchio e il naso sono i loro organi di senso più sviluppati. Tutto per loro gira intorno al potere. La vita è per loro un campo di battaglia. Esteriormente risultano sicuri di sé e forti, mentre interiormente possono essere afflitti da dubbi ed incertezze. In una situazione nuova dicono come prima cosa: “Qui ci sono io, occupatevi di me”, oppure chiedono: “Come mai io sono qua?”. Accedono a Dio vedendolo come Padre. Riescono facilmente nelle pratiche di meditazione.

Cuore

Gruppo dell’uomo di cuore o “tipo sociale”, al quale appartengono i tipi due, tre quattro. L’energia dei tipi di cuore va incontro agli altri, il loro punto forte sono le relazioni interpersonali. Il cuore e i sistemi circolatori sono il loro centro del corpo. In loro sono particolarmente sviluppati il tatto e il gusto. Il centro della loro vita è l’esserci per gli altri. Risulta loro difficile rimanere soli con se stessi. In una situazione nuova chiedono: “vi piacerò?” oppure: “Con chi sto?”. Vedono la vita come un compito da svolgere. Si preoccupano del prestigio e dell’immagine. L’aspetto positivo di tutto ciò è che hanno un senso di responsabilità sviluppato. Tendono ad adeguarsi, a reclamare attenzione, ad essere saccenti. Vengono influenzati da ciò che gli altri pensano di loro e ritengono spesso di sapere ciò che è bene per gli altri. Tendono a sopprimere la loro aggressività, nascondendosi dietro una facciata di bontà e di attività. Esteriormente risultano sicuri di sé, allegri e armonici, interiormente però si sentono spesso vuoti, incapaci, tristi e timidi. Il loro approccio a Dio avviene spesso attraverso un’esperienza di preghiera di gruppo.

Testa

È il gruppo degli uomini di testa o “tipo di autoconservazione”. Rientrano in esso i tipi cinque, sei, sette. Gli uomini di testa in ogni situazione per prima cosa fanno un passo indietro per riflettere. Vengono guidati dal sistema nervoso centrale e il loro centro sono gli occhi. In una nuova situazione per prima cosa vogliono orientarsi, si chiedono: “Dove sono?” Vedono la vita come un enigma, un mistero. Hanno il senso dell’ordine e del dovere. Sembrano avere poche esigenze e sanno lasciare spazio agli altri. All’esterno risultano spesso chiari, convinti e capaci, interiormente però si sentono spesso isolati, confusi e privi di senso. La loro vita di preghiera può sembrare arida, astratta e semplice adempimento di un dovere.

Dalla teoria alla pratica

A questo punto, molto probabilmente, sarete curiosi di mettere in pratica tutto quello che avete letto e vi starete chiedendo “Quale sarà il mio tipo?” Vi proponiamo un test per scoprirlo! Ad ogni domanda presentata qui sotto corrispondono 9 risposte, ognuna delle quali appartiene ad un determinato enneatipo (le cifre tra parentesi). Non dovete fare altro che scegliere la risposta che più rispecchia la vostra personalità e riportare il relativo numero nell’apposito campo vuoto situato al termine della domanda. Per concludere dovrai rilevare la cifra che compare un numero di volte maggiore: il tuo enneatipo corrisponderà a quella cifra.

1. PER SENTIRMI A POSTO CON LA MIA COSCIENZA DEVO:

  • Aiutare gli altri (2)
  • Essere efficiente, pratico e avere successo nei miei obiettivi (3)
  • Conoscere e imparare il più possibile (5)
  • Essere “diligente” e fare il mio dovere (6)
  • Fare ogni cosa al meglio delle mie possibilità (1)
  • Divertirmi, stare allegro, godermi la vita il più possibile (7)
  • Essere forte e difendere le cause giuste (8)
  • Essere “diverso”, distinguermi dalla massa (4)
  • Riposare e lasciare che la vita scorra calma (9)

2. L’IMMAGINE CHE HO DI ME:

  • Io mi muovo per primo se c’è da aiutare qualcuno (2)
  • Io sono una persona efficiente, che cerca di fare bene ogni cosa (3)
  • Mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4)
  • Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la mia vita (9)
  • Sono perspicace e comprendo bene le cose (5)
  • Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8)
  • Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6)
  • Sono simpatico e cerco di divertirmi e godermi la vita (7)
  • Credo di aver ragione il più delle volte (1)

3. MI SENTO REALIZZATO QUANDO RIESCO AD ESSERE:

  • Originale Garbato Dotto (4)
  • Assennato Accorto Ricettivo (1)
  • Ligio Disciplinato Fidato (6)
  • Ottimista Festoso Piacevole (7)
  • Imparziale Solido Superiore (8)
  • Placido Armonico Equilibrato (9)
  • Franco Accurato Preciso (5)
  • Espansivo Generoso Servizievole (2)
  • Vincente Esperto Pratico (3)

4. COSA PENSO DI ME STESSO QUANDO GLI ALTRI NON MI CAPISCONO?

  • Io sono una persona affidabile e sto alle regole anche se gli altri non ci stanno (6)
  • Io sono felice, ma cerco nuove cose perché voglio esserlo di più (7)
  • Io lotto ogni giorno per avere il mio spazio; devo prenderlo, sennò gli altri ne approfittano (8)
  • Io lascio che il mio mondo vada come va, anche se gli altri vorrebbero che mi dessi da fare per cambiarlo (9)
  • Io sono spesso nel giusto e le cose andrebbero meglio se si seguisse quello che dico (1)
  • Io voglio bene agli altri, anche se non ricevo tanto bene quanto ne dò (2)
  • Io mi elevo sopra gli altri e questo li fa ingelosire (3)
  • Io mi distinguo dagli altri e sento di non potermi adattare davvero al mondo che mi circonda (4)
  • Io so capire le cose meglio degli altri e nessuno ne conosce quante ne conosco io (5)

5. LA COSA CHE MAGGIORMENTE EVITO:

  • Mostrare le mie debolezze (8)
  • Scontrarmi con qualcuno (9)
  • Cedere all’ira (1)
  • Avere bisogno dell’aiuto di qualcuno (2)
  • Far vedere che sbaglio (3)
  • Una vita senza emozioni (4)
  • La sensazione del vuoto interiore (7)
  • Avere un comportamento sbagliato (5)
  • La fatica del vivere (6)

6. COSA PENSO SE MI AFFIDANO UN INCARICO IMPORTANTE?

  • Non mi do pace finché non ho realizzato quanto devo (1)
  • Sono lusingato che mi abbiano cercato e farò più di quanto richiesto (3)
  • Non potevano scegliere uno migliore di me e faccio pubblicità alla cosa (7)
  • Dipende da come mi sento (4)
  • Perché hanno cercato proprio me? Tuttavia lo faccio (5)
  • Ho paura che mi abbiano scelto perché non c’erano altri; mi farò aiutare a farla (6)
  • La faccio se mi piace, altrimenti cerco di scaricarla a qualcuno (8)
  • Riesco a farla bene, se dipende solo da me (2)
  • Appena mi sento la faccio (9)

7. COME MI COMPORTO DURANTE UNA LITE:

  • Difficilmente ammetto di avere torto (3)
  • Evito che l’altro turbi il mio equilibrio interiore (9)
  • Cerco di prendere tempo per meditare una reazione (6)
  • Combatto, ma solo per difendermi dalla forza di chi ho di fronte (4)
  • Cerco di evitare lo scontro, il più delle volte non vale la pena litigare (7)
  • Impedisco all’altro di approfittarsi di me (5)
  • Lascio che l’altro si sfoghi (2)
  • Difendo con forza le mie ragioni (8)
  • Non faccio capire all’altro la mia rabbia (1)

8. IMPEGNO VOLENTIERI LE MIE FORZE PER:

  • Conoscere ciò che mi circonda (5)
  • Collaborare con chi ho accanto (6)
  • Godere le gioie della vita (7)
  • Combattere per la giustizia (8)
  • Vivere serenamente (9)
  • Ricercare la perfezione (1)
  • Aiutare chi mi sta accanto (2)
  • Raggiungere i miei obiettivi (3)
  • Conoscere me stesso (4)

9. QUANDO SONO CON GLI AMICI:

  • Cerco sempre nuovi stimoli da condividere con tanti diversi (7)
  • Sto con chi mi lascia parlare (8)
  • Sono espansivo e mi lascio coccolare (2)
  • Mi piacciono rapporti netti e precisi (1)
  • Mi piace, ma se sono molti non so chi scegliere (6)
  • Trovo subito qualcosa di quanto ho fatto da mostrare loro (3)
  • Mi trovo solo con quelli che hanno feeling con me (4)
  • Li ascolto con molta attenzione, ma senza mettere troppo del mio (5)
  • Mi sento sicuro e mi sbilancio anche oltre il mio normale (9)

Ed ora leggete la descrizione corrispondente al vostro tipo!

Tipo 1: l’idealista

Critico nei confronti di se stesso e degli altri, è una persona impegnata a migliorare le cose dentro e fuori di sé, creando u mondo di giustizia ed ordine morale. Non sopporta l’imperfezione, il disordine, la non puntualità. Durante l’infanzia ha dovuto sempre controllarsi per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti. Valuta istintivamente le situazioni giudicando ciò che è bene o male, ciò che è giusto o sbagliato. È perfezionista, corretto e sincero. Ha senso pratico, controllo, serietà ed inflessibilità. Può essere pedante e pignolo.

Tipo 2: l’altruista

Cerca affetto e approvazione. Vuole essere amato ed apprezzato diventando indispensabile per gli altri. Nell’infanzia aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato ed amato. Ha dovuto occuparsi degli altri familiari. Ha spirito di sacrificio ed è dedito agli altri, ma nello stesso tempo tende a manipolarli. È espansivo e tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato, può diventare piagnucoloso e sentirsi vittima.

Tipo 3: l’organizzatore

Cerca di essere amato per le sue capacità e per quello che fa (trascurando a volte quello che è). Durante l’infanzia si è sentito amato perché era “bravo” a scuola, nello sport, ecc. Ha una personalità vivace e reattiva, è capace ed efficiente e desidera fortemente fare bene, Spesso vive in uno stato di confronto, dando molta importanza a ciò che appare. Il rischio che corre è di confondere il vero con l’immagine tipo del gruppo cui appartiene (dirigente in doppiopetto, supermamma che si occupa di tutto, ecc.).

Tipo 4: l’artista

Ha grande senso artistico, gusto del bello, senso del colore. È intuitivo romantico, sognatore, stravagante. Si preoccupa dell’immagine e veste in maniera stravagante o ricercata. È malinconico e non sa vivere nel presente: si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l’insolito, l’eccentrico, l’eccezionale. Può accadere che questo “tipo” durante l’infanzia abbia subito perdite (un lutto familiare, un trasferimento, uno sradicamento). Si esprime attraverso l’arte. Può essere un poeta, un musicista, un pittore, un ceramista, un fioraio, un designer. Non disegna situazioni strane, scandali e cose proibite.

Tipo 5: il pensatore

Si mantiene ad una certa distanza emotiva dagli altri. Difende l sua intimità e non si lascia coinvolgere. In età infantile ha pensato di non essere desiderato ed è vissuto in un ambiente ristretto. Parla poco, è introverso, osservatore; può essere un ricercatore o un inventore. È un buon ascoltatore, tranquillo, amabile e gentile, ma appare anche freddo e distante.

Tipo 6: il collaboratore

È timoroso, coscienzioso, tormentato dal dubbio. A volte è diffidente e sospettoso. I suoi genitori erano imprevedibili, violenti, oppure sentimentalmente freddi. Può essee stato punito, da bambino, spesso senza giusto motivo. È portato a rimandare e ha paura di agire perché esporsi può portare ad essere attaccati. Ha spirito di gruppo, è affidabile e ligio alle regole. Si identifica con le cause dei deboli ed è pronto a sacrificare se stesso.

Tipo 7: l’ottimista

È una persona sostenuta da una vitalità, una gioia ed un’energia che la rendono attraente. È estroverso, creativo ed aperto alle opportunità che la vita offre. In diversi casi ha avuto durante l’infanzia esperienze traumatiche e dolorose. Ha molti interessi, è comunicativo e versatile, ama giocare e divertirsi. Ama la varietà e tutto ciò che aiuta a celebrare la vita: viaggi, feste, canti, pasti al ristorante. Vuole avere “più” di tutto ed è affetto da “sindrome di Peter Pan” (non vuole crescere, si sente un eterno bambino). Spesso ha problemi di peso (odia le diete) e vive di eccessi.

Tipo 8: il capo

È una persona forte, realista e orientata all’azione e al lavoro. Ha opinioni chiare sulle cose. Ha un forte senso della giustizia: protettivo e combattivo, prende spesso le difese di sé e dei suoi cari. Durante l’infanzia ha subito soprusi e ingiustizie. È aggressivo, diretto, autoritario, volentieri impartisce ordini. Controlla tutto e tutti e tende ad imporre il suo potere sugli altri. È provocatorio, litigioso e può incutere timore.

Tipo 9: il mediatore

Persona calma, amichevole e pratica, caratterizzata da una bontà, semplicità e amabilità naturale. Durante l’infanzia si è sentito trascurato; è stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un’opinione. Non è portato a criticare o giudicare le persone, ma piuttosto cerca di riportare la riconciliazione e la pace dove c’è tensione e conflitto. È diplomatico, sincero e amorevole. È anche piuttosto influenzabile, si lascia trasportare dalla corrente ed è ambivalente.

Cosa ne pensate? Vi ritrovate nelle caratteristiche del tipo cui appartenete? Ad ogni modo..vi abbiamo offerto la possibilità di fermarvi per qualche minuto a riflettere su voi stessi. Considerando i ritmi della vita di oggi, è già una bella opportunità!

Francesca Di Giorgio

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