scuse per dire no a letto

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La top ten delle scuse per dire no a letto

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C’era una volta il mal di testa. L’occhiata languida del maschio si dirigeva, con aria speranzosa, in direzione della partner. La quale, recepito il messaggio subliminale, aggrottava le sopracciglia e stringeva gli occhi.

“Oh, caro, che mal di capo ho stasera

La temuta frase echeggiava sempre in direzione univoca. Dalla femmina, di rosa vestita, al maschio, capofamiglia in tenuta da ufficio. Erano tempi in cui le donne, avvolte da vaporose vestaglie, trascorrevano un’esistenza serena, senza troppe richieste. Oggi, nell’epoca del sesso esibito, sbandierato e preteso, le cose sono cambiate. A toglierci il primato della battuta pronta è lui, il nostro compagno. Nelle classifiche, la scusa maschile sta recuperando terreno rispetto al rifiuto femminile e si avvia verso un rispettabilissimo posto sul podio.

Uomini e donne, dunque, uniti da un unico lamento: Sono stanca/sono stanco.

La regina delle proteste si presenta così: banale, grigia, priva di afflato artistico. Ma inattaccabile. Una delle costanti di questa società è la pratica del lamento reiterato. Sempre, inevitabilmente, per eccessiva stanchezza. La frase “Non ce la faccio più” potrebbe benissimo sostituire il Buongiorno mattutino. Niente da obiettare, quindi, all’universale bufala rifilata da entrambi i sessi. In questo, almeno, abbiamo ottenuto la parità.

Al secondo posto si piazza, secondo quanto riportato dal sito di sondaggi OnePoll.com, “Non ho voglia”, ancora sulla bocca di entrambi i sessi. Sgradevole, diretta e scortese. Ma anche questa, in effetti, inoppugnabile. Se il vostro partner vi comunica con tanta risolutezza la sua scarsa propensione all’erotismo con voi, la vostra libido non può che raffreddarsi o prendere strade alternative. Come consigliato, per esempio, dall’articolo sulla masturbazione.

Medaglia di bronzo all’inossidabile “Mal di testa”. Datata, abusata e diffusa. Ma con un certo sapore retrò che la rende quasi accattivante. Da considerare nelle serate Vintage. Scesi dal podio, ci troviamo davanti all’universale “domani devo alzarmi presto”. Da usare con prudenza, perché facilmente verificabile e non proprio degna di un posto tutto suo, perché appartenente alla grande famiglia della Sóla suprema e cioè la stanchezza. Poco più in basso troviamo l’affanno produttivo. “Sono preoccupata/o per il lavoro” guadagna il quinto posto, confermando l’onnipresente problema (o risorsa) del portarsi a casa i crucci dell’ambiente lavorativo. Si corre il rischio, però, di aumentare l’insofferenza del partner nei confronti della nostra occupazione. Venire dopo il lavoro non rientra nella classifica (in nessuna posizione) delle sensazioni piacevoli da provare.

Il gradino del sesto posto merita tutta l’attenzione possibile. “Mi innervosisci”. Dato che la risposta e’ inserita nel sondaggio, vuol dire che più di una persona usa questa simpatica affermazione per far desistere il partner dalle carezze intime. Questo, più che fornirci un dato sui modi di dire No a letto, ci regala la consapevolezza che la cortesia è un atteggiamento in forte declino. Segue l’apparentemente accuditivo “ho sentito il bambino agitarsi”, ottimo modo per spostare l’attenzione dell’ingenuo partner sull’inconsapevole prole. Questa scusa ha inoltre una corposità tutta particolare: si distoglie il pensiero dal sesso e si induce nel partner un sottile senso di colpa per il pensiero fuori luogo.

Finale di classifica per il brutale, ma necessario, “dovresti farti una doccia”. Pericoloso, però, perché esiste l’eventualità che l’altro ci prenda sul serio e che, in seguito ad una puntigliosa lavata, pretenda ciò che avevamo rimandato. Contando, evidentemente, sulla sua scarsa abitudine igienica. Chiudono la hit parade “ho mal di schiena”, variante poco romantica della scusa numero tre e “non ci conosciamo abbastanza”, epilogo inutilizzabile con partner di lunga data.

Niente di speciale, quindi, emerge dal sondaggio per aiutarci nel delicato momento del “No”. Uomini e donne provvisti di fantasia, questo appello è per voi. Abbiamo bisogno di risposte creative! Aiutarci ad abbellire il rifiuto è nobile compito, perfetto in tempi quasi natalizi.

Fiammetta Scharf

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