Studio canadese rivela che gli asciugatori automatici nei bagni pubblici possono superare i 100 dBa, rappresentando un pericolo per l'udito dei bambini.
Ogni giorno, in luoghi come centri commerciali, aeroporti e ristoranti, si assiste a una reazione comune: un piccolo si avvicina al lavabo, si deterge le mani e, davanti all’asciugatore automatico, si blocca. Si copre le orecchie, alza le spalle, chiude gli occhi aspettando che il frastuono cessi. Tanti grandi pensano sia un’esagerazione infantile. Ma quel comportamento nasconde un problema reale.
La vicenda proviene dal Canada e vede come protagonista Nora Keegan, che aveva appena 9 anni quando iniziò a porsi un quesito specifico: questi apparecchi per asciugare le mani danneggiano l’apparato uditivo dei più piccoli? Diversi anni più tardi, il suo lavoro è stato accolto dalla rivista scientifica Paediatrics & Child Health.
Da un disagio personale a un’indagine rigorosa
Nora risiede a Calgary. L’intuizione è nata da un’esperienza diretta. Dopo aver utilizzato questi dispositivi, percepiva un bruciore alle orecchie. Una sensazione intensa ma fugace, difficile da descrivere. Nei servizi igienici pubblici notava altri bambini proteggersi le orecchie con le stesse modalità.
Determinata a comprendere, cercò informazioni su come le imprese valutano l’intensità sonora dei loro prodotti. Purtroppo trovò solo dichiarazioni vaghe, così decise di procedere autonomamente. Per oltre dodici mesi visitò bagni pubblici frequentati da nuclei familiari nella sua zona. Per ciascun apparecchio effettuò venti rilevazioni. Raccolse i dati con meticolosità, supportata dal genitore che trasformò quelle uscite in vere esplorazioni scientifiche.
I numeri hanno rivelato una situazione preoccupante. Numerosi apparecchi oltrepassavano i 100 dBa. In territorio canadese questo valore costituisce il tetto massimo ammesso per i giocattoli destinati all’infanzia. A 100 dBa, un’esposizione continuativa può compromettere l’udito dopo circa quattordici minuti. L’altezza a cui vengono installati questi dispositivi nei luoghi pubblici corrisponde frequentemente a quella delle orecchie dei più giovani. Il rumore giunge diretto, potente e inaspettato.
Dare credito alle percezioni infantili modifica la prospettiva
Come anticipato, nel 2019 la ricerca è stata accettata e diffusa da Paediatrics & Child Health grazie alla sua precisione e al suo approccio innovativo. Gli specialisti hanno apprezzato il contributo di uno sguardo giovane su una questione poco indagata.
Lauren Durinka, specialista in audiologia pediatrica presso il Nationwide Children’s Hospital, ha sottolineato un elemento cruciale. Le verifiche condotte dalle aziende si svolgono in contesti controllati, ma i servizi igienici pubblici presentano caratteristiche acustiche differenti: le superfici riflettono e intensificano il suono. L’aspetto più critico riguarda la perdita uditiva nei bambini. L’esposizione continuata a suoni di elevata intensità compromette l’udito progressivamente. I più piccoli vivono già in un contesto ricco di stimoli acustici. Ogni ulteriore fonte sonora ha un impatto.
Questa vicenda colpisce per una ragione che supera i dati numerici. Dimostra quanto frequentemente si tenda a sminuire le proteste dei bambini considerandole capricci. Dopo quattro anni di impegno, Nora ha dichiarato che vedere il proprio lavoro pubblicato è stato straordinario, specialmente considerando che aveva iniziato quando era ancora una bambina: oggi aspira a intraprendere la carriera scientifica.
E mentre una giovane mente delinea il percorso che potrebbe condurla verso un futuro brillante, gli adulti possono fermarsi a meditare su un aspetto fondamentale: non ignorare mai il malessere di un bambino.
Fonte: Paediatrics & Child Health