Neonati: rischio obesità per i bambini non allattati al seno

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I bambini nati da madri in sovrappeso o fumatrici corrono un rischio più elevato di diventare grassi, ma l'allattamento al seno e l'introduzione tardiva di altri cibi può ridurre il problema di circa il 15%.

Lo dicono i ricercatori della School of Nursing, Midwifery and Physiotherapy della Nottingham University, che hanno revisionato i dati provenienti da 30 studi precedenti, per un totale di 200mila persone coinvolte.

La notizia, che arriva quasi in concomitanza con il lancio della campagna di sensibilizzazione che il ministero della Salute organizza ogni anno per promuovere l'allattamento al seno materno, "Il
latte della mamma non si scorda mai", riaccende i riflettori sul latte materno e sui suoi benefici.

Si tratta, infatti, è bene ricordarlo, del miglior alimento per il neonato, fatto su misura per lui, ricco di qualità uniche e il cui valore si conserva duraturo nel tempo.

È così lo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Disease in Childhood, ha scoperto che i bambini che sono stati allattati al seno e hanno introdotto altri cibi nella loro dieta più tardi, hanno leggermente ridotto la possibilità di diventare obesi.

I bambini le cui madri erano in sovrappeso prima della gravidanza, infatti, avevano l'1,37 di probabilità in più di soffrire di sovrappeso alla tenera età di 3 anni, 4,25 volte in più a 7 anni e 2,36 di possibilità tra 9 e 14 anni. Quando, però il bebè era stato allattato al seno, anche se le mamme avevano chili di troppo, la possibilità che diventasse "pienotto" crescendo diminuiva del 15%, secondo gli esperti. Inoltre, bambini allattati artificialmente, che avevano ricevuto altri cibi prima dei quattro mesi, correvano sei volte di più il rischio di diventare obesi entro i 3 anni rispetto a quelli svezzati tra i quattro e i cinque mesi.

Occhio anche alle sigarette: fumare durante la gravidanza, ha aumentato il rischio di avere figli lontani dal proprio peso forma del 47,5%.

Roberta Ragni