menu multisensoriali

Annusando il menu è più facile scegliere cosa mangiare

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Per facilitare la scelta di cosa mangiare al ristorante, la gastronomia diventa più “accessibile” grazie al menu che si annusa e che descrive come il piatto è stato preparato. È il progetto del Laboratorio di accessibilità universale dell’Università di Siena, che ha condotto una ricerca sui menu multisensoriali.

Si tratta di un menu semplice ed essenziale composto al massimo da 4 tavole – pagine realizzate con un materiale robusto ma sufficientemente leggero e resistente alle eventuali cadute – spiegaDino Angelaccio, direttore del Laboratorio di accessibilità universale dell’Università di Siena – Su ogni pagina compare l’icona in rilievo della pietanza proposta, la sua denominazione ed immediatamente sotto le icone in rilievo dei principali ingredienti che la compongono e che la caratterizzano a livello olfattivo. Tali icone sono costruite con materiali che contengono al loro interno profumazioni naturali che non hanno alcuna controindicazione e che, annusate, riproducono il profumo di quella pietanza”.

Gli studiosi hanno cercato di trovare una particolare profumazione per ogni piatto, in modo da rendere il menu più “trasparente” possibile. “Troppo spesso i menu sono poco comprensibili – prosegue Angelaccio – perché i caratteri utilizzati nella scrittura sono poco leggibili e male impaginati, ma anche perché sono scritti male e spesso in modo criptico. E a volte, sfogliando un menu, si ha l’impressione di leggere un “bugiardino” dei medicinali tanto è difficile orientarsi e comprendere; altre volte i menu sono talmente ampli da scoraggiare i clienti”.

Durante la sperimentazione sono stati elaborati degli esempi, divisi in categorie. Nella prima rientrano i piatti il cui significato può essere compreso soltanto dagli esperti, a meno che non sia accompagnato da una descrizione: “Filetto alla Rossini con patate”, tradotto significa “Filetto di manzo saltato in padella e guarnito con del pâte e lamella di tartufo nero e salsina di Madera, contornato con croccanti patatine”. La seconda categoria è composta da pietanze con denominazioni fantasiose, come “Pollo alla creta”, per indicare il “Pollo cotto nella creta”.

I ricercatori hanno, inoltre, affrontato il problema dei bambini nei ristoranti, dove spesso sono costretti a mangiare le stesse cose, per assenza di piatti di loro gradimento:e così via alla pasta al pomodoro, a quella in bianco o alla cotoletta con le patatine. A questo proposito, hanno suggerito che “con una maggiore dose di volontà e un briciolo di fantasia in più si potrebbero trovare piatti inusuali, più stuzzicanti e ugualmente rispettosi della salute. Un esempio? Il petto di pollo all’arancia oppure uova fritte con verdure, servite creando immagini divertenti”.

Dunque, i menu multisensoriali potrebbero essere di aiuto sia ai grandi che ai più piccoli.

Silvia Bianchi

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