Cotogna: il frutto d’autunno da riscoprire per i suoi benefici

Scopri perché la mela cotogna merita un posto nella tua dieta: proprietà, benefici e consigli pratici per gustarla al meglio.

La mela cotogna (Cydonia oblonga) rappresenta un frutto dalle origini antichissime, diffuso originariamente in diverse aree dell’Asia e del bacino mediterraneo. Simbolo per eccellenza della stagione autunnale, questo prodotto della terra è purtroppo caduto nell’oblio in molte regioni italiane, diventando sempre più raro trovarlo sui banchi dei mercati.

Le origini della sua coltivazione risalgono addirittura alla Grecia e alla Roma antiche, epoche in cui rappresentava un vero e proprio simbolo di amore e fecondità. Nonostante oggi risulti decisamente meno diffusa, la mela cotogna condivide stretti legami botanici con frutti molto più noti come mele e pere, dato che tutti appartengono alla famiglia delle Rosacee.

Negli ultimi tempi si assiste a una graduale riscoperta della mela cotogna, alimentata dal crescente interesse verso quelli che vengono definiti “frutti dimenticati”: varietà agricole della tradizione, spesso escluse dai grandi circuiti commerciali perché considerate meno redditizie o poco allineate agli standard di mercato attuali. Tornare a coltivare la cotogna significa quindi anche tutelare un’eredità agricola fatta di antiche cultivar, sapori legati alle stagioni e saperi contadini tramandati di generazione in generazione.

Scopriamo insieme quali sono i principali vantaggi legati al consumo di questo frutto antico dal gusto inconfondibile.

mela cotogna

©LoggaWiggler/Pixabay

Un concentrato di sostanze nutritive

Le mele cotogne si distinguono per il basso apporto calorico, unito a un’importante ricchezza di acqua, fibre, vitamine e minerali fondamentali, elementi che le rendono adatte a essere inserite praticamente in qualsiasi regime alimentare. Un frutto di dimensioni medie, circa 92 grammi, apporta mediamente:

  • 52 calorie
  • 0 grammi di grassi
  • 0,3 grammi di proteine
  • 14 grammi di carboidrati
  • 1,75 grammi di fibre
  • 15% del fabbisogno giornaliero di vitamina C
  • 1,5% di tiamina (vitamina B1)
  • 2% di vitamina B6
  • 13% di rame
  • 3,6% di ferro
  • 4% di potassio
  • 2% di magnesio

Da segnalare che, consumata cruda, la mela cotogna garantisce un apporto significativo di vitamina C. Tuttavia, il sapore piuttosto acido del frutto spinge molte persone a preferirne il consumo dopo la cottura, processo che purtroppo comporta una parziale perdita di questa preziosa vitamina.

Un’importante fonte di antiossidanti

Non va inoltre dimenticato l’apporto notevole di antiossidanti che questo frutto è in grado di offrire, sostanze capaci di contrastare lo stress metabolico e i processi infiammatori, proteggendo così le cellule dall’azione dannosa dei radicali liberi.

Diverse indagini scientifiche hanno evidenziato come certi antiossidanti presenti nella mela cotogna, tra cui i flavonoli quali quercetina e kaempferolo, siano in grado di ridurre l’infiammazione e offrire protezione contro patologie croniche, comprese quelle a carico del cuore.

Un aiuto prezioso per la digestione

Da tempo immemore la mela cotogna trova impiego nella medicina tradizionale per il trattamento di svariati disturbi dell’apparato digerente, merito delle sue proprietà antinfiammatorie che agiscono positivamente su stomaco e intestino.

In tal senso, studi recenti indicherebbero come l’estratto ricavato da questo frutto sia in grado di proteggere i tessuti intestinali dai danni tipici delle malattie infiammatorie croniche intestinali, tra cui la colite ulcerosa. Un particolare studio ha dimostrato come l’estratto di mela cotogna sia riuscito a ridurre in modo considerevole i danni a carico del colon.

Efficaci contro le ulcere allo stomaco

Alcune ricerche scientifiche suggerirebbero che i composti vegetali contenuti in questo frutto possano rivelarsi utili sia nella prevenzione che nel trattamento delle ulcere gastriche.

Nello specifico, uno studio condotto in laboratorio ha mostrato come il succo estratto dalla mela cotogna sia stato capace di inibire la proliferazione dell’H. pylori, batterio noto per essere responsabile delle ulcere allo stomaco. Nonostante questi dati siano promettenti, servono ulteriori approfondimenti scientifici per confermarli.

Un possibile rimedio contro la nausea gravidica

È risaputo che tra i disturbi più frequenti nelle prime fasi della gravidanza figurano nausea e vomito. A questo proposito, alcuni studi indicherebbero come la mela cotogna possa contribuire ad alleviare tali sintomi.

Una ricerca effettuata su un campione di 76 donne in stato interessante avrebbe dimostrato che l’assunzione di un cucchiaio, ovvero 15 millilitri, di sciroppo ricavato da questo frutto si è rivelata più efficace rispetto a 20 milligrammi di vitamina B6 nel contenere la nausea tipica della gestazione.

Un sollievo per i disturbi da reflusso

Secondo alcune evidenze scientifiche, lo sciroppo ricavato dalla mela cotogna potrebbe risultare utile anche nella gestione dei sintomi legati alla malattia da reflusso gastroesofageo, comunemente conosciuto come reflusso acido.

In particolare, uno studio della durata di sette settimane, condotto su un campione di 80 bambini affetti da reflusso acido, avrebbe messo in luce come la somministrazione quotidiana dello sciroppo di mele cotogne si sia dimostrata efficace tanto quanto i farmaci convenzionalmente impiegati per contrastare i sintomi di questa problematica.

Un ulteriore studio, effettuato su 137 donne durante la gravidanza, avrebbe rivelato come una dose di 10 milligrammi di sciroppo di mele cotogne, assunta dopo i pasti, risultasse efficace quanto i medicinali tradizionali nell’attenuare i sintomi del reflusso acido.

Infine, un ulteriore studio, della durata di quattro settimane e condotto su 96 bambini con reflusso acido, avrebbe dimostrato come l’associazione tra concentrato di mele cotogne e terapia farmacologica tradizionale abbia migliorato i sintomi in maniera più marcata rispetto alla sola assunzione del farmaco.

Un aiuto contro alcune reazioni allergiche

Tra i vari benefici, la mela cotogna sembrerebbe in grado di attenuare diversi sintomi legati alle allergie, riuscendo a contenere l’attività di determinate cellule immunitarie coinvolte nelle reazioni allergiche.

Inoltre, alcune ricerche condotte in laboratorio mostrerebbero come gli estratti ricavati da questo frutto possano essere utili nella prevenzione e nel trattamento della dermatite allergica. Alcuni esperti ipotizzano addirittura che i prodotti a base di mela cotogna possano rappresentare un’alternativa sicura rispetto ai comuni farmaci antiallergici, sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare questa ipotesi.

Un sostegno per le difese immunitarie

Infine, la mela cotogna rappresenta un valido supporto per il sistema immunitario e potrebbe vantare anche proprietà antibatteriche, grazie al suo contenuto di vitamina C e fibre, elementi capaci di contrastare la proliferazione di alcuni batteri dannosi.

Una singola mela cotogna copre il 15% del fabbisogno giornaliero di vitamina C, componente indispensabile per garantire un sistema immunitario efficiente. Allo stesso tempo, il frutto fornisce tra il 6 e l’8% della quantità giornaliera raccomandata di fibre, la cui assunzione adeguata sostiene la crescita dei batteri benefici che popolano il tratto digestivo, ovvero il cosiddetto microbioma intestinale.

Va inoltre sottolineato come preservare un microbioma intestinale in salute sia essenziale per ridurre i processi infiammatori e potenziare la resistenza alle infezioni causate da batteri nocivi presenti nell’apparato digerente.

Una risorsa naturale di pectina

Tra le peculiarità più interessanti di questo frutto figura l’elevata concentrazione di pectina, una fibra solubile impiegata anche nell’industria alimentare come gelificante naturale. È proprio grazie a questa sostanza che il frutto si presta particolarmente bene alla preparazione di confetture, gelatine e della classica cotognata.

La pectina, oltre a ciò, favorisce il benessere intestinale poiché viene fermentata dai batteri utili presenti nel microbiota, stimolando la produzione di acidi grassi a catena corta, molecole fondamentali per mantenere l’equilibrio della flora intestinale.

Come consumare la mela cotogna

Diversamente da mele e pere tradizionali, la mela cotogna viene raramente mangiata cruda: la sua polpa risulta infatti particolarmente dura, poco succosa e caratterizzata da un sapore aspro e leggermente allappante, dovuto alla presenza naturale di tannini. Con la cottura, tuttavia, il frutto subisce una trasformazione completa in termini di consistenza e profumo, diventando morbido, aromatico e naturalmente più dolce al palato.

Nella tradizione culinaria italiana, la mela cotogna viene solitamente impiegata per realizzare la cotognata, una delle conserve più antiche del nostro paese, ma si presta altrettanto bene alla preparazione di confetture, gelatine e composte varie. Può essere cotta in forno insieme a spezie come cannella e chiodi di garofano, utilizzata per arricchire dolci tipicamente autunnali oppure abbinata a formaggi stagionati, valorizzando così il suo particolare equilibrio tra note dolci e acidule. Anche la buccia trova impiego in cucina, ad esempio per insaporire preparazioni casalinghe o per ottenere aromi più intensi durante la cottura, riducendo così gli sprechi e sfruttando ogni singola parte del frutto.

Un frutto carico di significato fin dai tempi antichi

La mela cotogna ha rivestito un ruolo di grande importanza nelle civiltà del Mediterraneo. Presso gli antichi greci era strettamente associata alla dea Afrodite, divenendo simbolo di amore e fertilità; secondo alcune interpretazioni storiche, i celebri “pomi d’oro” menzionati nella mitologia greca potrebbero in realtà riferirsi proprio a questo frutto. Anche nella cultura romana la mela cotogna era legata alle cerimonie nuziali, venendo offerta agli sposi come simbolo augurale di prosperità futura.

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