Food therapy: ora il cibo si spalma sul corpo

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Coccolarsi con latte e caffè, cioccolato e addirittura con il caviale.

Non si tratta della prima colazione (individuare, in questo caso, l’elemento tra quelli elencati che con la colazione non c’entra), ma della tendenza di molti istituti di bellezza ad offrire trattamenti di Food therapy, ossia cure a base di ingredienti commestibili. Insomma, un vero piacere per mente e corpo.

Vi siete mai chiesti come mai le donne russe portano con sé nei banya (i bagni russi) dei vasetti colmi di caffè da strofinarsi su viso e corpo? O perché, in genere, gli sportivi bevono caffè un’ora prima dell’attività fisica? Beh, in quest’ultimo caso, bere il caffè stimola l’apertura delle cellule di grasso, i cosiddetti adipociti, liberando gli stessi grassi che poi con la ginnastica si bruceranno.

Quanto ai trattamenti di bellezza, il merito è tutto della caffeina, alcaloide con caratteristiche stimolanti, drenanti e soprattutto antistress. Un massaggio al caffè fa sì che la caffeina stimoli la lipolisi, cioè lo scioglimento dei grassi. Per cui, per chi ha problemi di buccia d’arancia, il caffè può avere effetti soddisfacenti sulle adiposità localizzate.

E poi c’è il cacao. Un massaggio fatto al sapor di cioccolato calma e allenta le tensioni. Non solo, ma il cioccolato racchiude alcaloidi attivi a livello del sistema nervoso, proprio come la caffeina o la teobromina, che hanno un effetto positivo sulla concentrazione mentale e sulla prontezza psico-fisica operando a livello cardiocircolatorio e muscolare. Dapprima si comincia sciogliendo un pezzo di cioccolata in bocca in una stanza dove si lascia diffondere il profumo di estratto di cacao, poi si procede con il massaggio, arricchito da oli vegetali, olio idrofilo e burro di cacao. Il tutto è leggermente tiepido e stimola la produzione di endorfine. Al termine, perché ahimè c’è un termine, si toglie tutto con dei panni caldi e si spalma un’emulsione al cioccolato.

Carote e sesamo, invece, per chi vuole azzardare di più. Il massaggio comincia con latte caldo e miele, poi si passa alla carota tritata, a un impacco caldo e, per finire, a un peeling di sale marino e semi di sesamo. Mentre, nei trattamenti che mirano a prendere il via da una depurazione interiore per arrivare a una profonda pulizia della pelle, si utilizzano succhi di germe di grano, tisane di zenzero, anice e liquirizia e massaggi allo zenzero fresco.

Se sono i segni dell’età a rendervi la vita complicata, avete a disposizione trattamenti al sapore di uva. La vinoterapia ha il suo asso nelle manica nei polifenoli presenti nei semi, efficaci contro le rughe e i radicali liberi. Di fatto, l’uva è uno dei più completi riattivanti dei meccanismi dell’epidermide: molti dei suoi componenti facilitano l’esfoliazione, idratano la cute invecchiata e schiariscono le macchie scure.

I più viziati, infine, è bene che sappiano che la Food therapy sfrutta persino i principi curativi del caviale, i cui estratti nutrienti tonificano la pelle e danno una carica di energia grazie alla presenza delle vitamine A, E e D.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.