Ipertensione? Curala con tisane di karkadè

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Soffri di pressione alta? Niente paura. Se bevi tisane di karkadè il pericolo è scongiurato.

È quanto emerso da una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori della Tufts University di Medford (USA) su un gruppo di 65 adulti, tra i 30 e i 70 anni, affetti da lieve ipertensione.

Stando ai risultati, infatti, sembrerebbe che 3 infusi di karkadè al giorno (240 ml ciascuna) riducano la pressione sanguigna, riportandola a valori ottimali. Nello specifico, arrivano a ridurre di 7,2 mmHg la pressione sistolica (la massima per intenderci) e di 3,1 mmHg la pressione diastolica (la minima).

L’ipertensione – afferma la Dottoressa McKay, coordinatrice della ricerca – è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari ed è associata ad una mortalità sostanziale”. Si stima infatti che essa sia causa del 35% dei casi di infarto e di ictus, del 49% dei casi di insufficienza cardiaca e del 24% dei casi di morte prematura“.

È fondamentale quindi intervenire. Certo è che la tisana di Karkadè non può sostituirsi ai rimedi farmacologici prescritti dal medico, ma è sicuramente un’ottima integrazione e soprattutto un adeguato modo di fare prevenzione. L’assunzione continuativa di tè rosso (altro nome del karkadè) può essere utile, infatti, nel prevenire la progressione verso l’ipertensione moderata o più grave e, potenzialmente, può ridurre il conseguente rischio di sviluppare le malattie cardiovascolari. È ovviamente importante seguire anche una dieta equilibrata e fare molta attività fisica.

Ma non solo ipertensione. Il karkadè, derivato dall’infuso dei fiori essiccati dell’Ibiscus Sabdariffa, una pianta tropicale annuale della famiglia delle malvacee, è rinfrescante e dissetante, dal sapore acidulo e non contiene sostanze eccitanti come il tè o il caffè. È molto usato nelle diete salutiste per l’alto contenuto di antiossidanti, come la vitamina D, di tannini e per le proprietà diuretiche. È un ottimo antisettico urinario ed è indicato per la stipsi e la stitichezza cronica. È inoltre una bevanda antiinfiammatoria, lenitiva e angioprotettiva; ha proprietà digestive e regolarizza la funzionalità epatica.

Insomma un ottimo apporto naturale al nostro benessere psico-fisico. Chissà se la Regina Elisabetta non lo sostituisca al classico tè delle cinque… sempre che non l’abbia già fatto!

Fabrizio Giona

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.