Cellulite? Dipende anche dalla cottura dei cibi

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Tutte sappiamo che la cellulite dipende principalmente dall’alimentazione, ma sapevate che anche il metodo di cottura dei cibi influisce sulla cellulite? È quanto emerso al congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica, tenutosi a Roma, durante il quale gli esperti hanno dichiarato che non esistono cibi “buoni” o “cattivi”, perché tutto dipende dalla cottura degli stessi.

Il processo di cottura, infatti, provoca la formazione di sostanze nocive, denominate Ages – Advanced glycation end product – le quali danneggiano i tessuti connettivi.

«Gli Ages – spiega Pier Luigi Rossi, docente di Scienza dell’Alimentazione e Medicina Preventiva all’Università di Bologna – sono composti molecolari aggressivi che agiscono sui recettori delle membrane cellulari dei fibroblasti, le cellule della pelle, sul collagene e sugli adipociti alterando il tessuto connettivo, il sistema venoso, arterioso e linfatico».

Dunque, come possiamo ridurre queste sostanze nocive? «Seguendo una dieta a basso contenuto di zuccheri – continua il professor Rossi – privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali».

Ciò significa limitare, ad esempio, la pastasciutta, la crosta del pane bianco, il latte a lunga conservazione, la carne arrosto, i dolci cotti al forno, ma anche le bevande dietetiche e i dolcificanti, che andrebbero sostituiti con vegetali, latte fresco pastorizzato e cibi cotti al vapore o a fuoco lento.

«Il rischio – conclude Rossi – aumenta del 13% introducendo un milione di unità Age al giorno, in pratica l’equivalente di una fetta di torta o 150 grammi di frittura o 200 grammi di carne alla brace. Le conseguenza dell’accumulo di Ages nell’organismo non si vedono da giovani, ma cominciano a farsi sentire dopo i 35 anni».

Alla luce di ciò, se vogliamo mantenere la nostra pelle giovane evitando quella fastidiosa buccia d’arancia, dobbiamo seguire il vecchio consiglio: “prevenire è meglio che curare”.

Silvia Bianchi

Leggi anche: FRUTTA E VERDURA CONTRO LA CELLULITE

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin