Yoga: posizione Matsyasana

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Matsya è il pesce, simbolo di crescita e riproduzione. È la prima delle dieci reincarnazioni (avatara) del dio Vishnu. Sotto forma di pesce, Vishnu salvò Manu Satyavrata (un equivalente del Noè biblico) dal grande diluvio, ordinandogli di mettere in salvo su una barca una coppia di ogni specie vivente ed i semi di ogni pianta.

Il pesce è anche legato a Shiva, poiché uno di essi uscì dall’acqua per osservare meglio il dio che insegnava i segreti dello yoga alla sua sposa Parvati. Shiva trasformò allora il pesce in un saggio. Nella forma completa, è anche un’Asana capovolta.

Esecuzione

Possiamo prepararci dalla posizione supina poggiandoci sugli avambracci, gomiti puntati e parte superiore delle braccia perpendicolare al suolo, e abbandonando il capo all’indietro. Per la posizione completa, partiamo completamente distesi sulla schiena, spingiamo in alto il petto inarcando il tratto cervicale sino a poggiare al suolo la sommità del capo. I gomiti spingono a terra per sostenere l’arco del busto, con le mani poggiate sulla piega dell’inguine. Le varianti della posizione possono essere eseguite da Vajrasana e da Padmasana; in quest’ultimo caso le mani afferreranno i piedi o gli alluci.

Benefici

A livello fisico, sono particolarmente evidenti nella zona del petto e della gola, curandone infiammazioni, bronchiti croniche ed asma. Libera il naso dal raffreddore e previene i mal di gola. Tonifica tutta la schiena ed il sistema nervoso. Particolarmente adatto alle persone facilmente eccitabili. La posizione completa è controindicata nei casi di ernie, discopatie ed artrosi del tratto cervicale.

Giordano Novielli