Nesso: il villaggio celtico scavato nella roccia sul Lago di Como

Scopri Nesso, borgo sul Lago di Como con cascata di 200 metri, antico ponte romano e panorami da cartolina da non perdere.

Sulla riva che unisce Como a Bellagio sorge Nesso, un affascinante villaggio aggrappato alla roccia sulla costa orientale del Triangolo Lariano, un luogo che pare uscito da un dipinto. Per raggiungerlo da Milano basta poco più di un’ora d’auto, mentre partendo da Lecco o Varese il viaggio dura tra i 50 minuti e un’ora. Esiste anche la possibilità di salire sul bus della linea C30 partendo dalla stazione ferroviaria di Como, oppure di arrivare direttamente dal lago con un’imbarcazione privata.

Nesso possiede origini remotissime. La scoperta di un masso erratico decorato con incisioni e di un’ascia in pietra risalente al Neolitico conferma che l’uomo abitava questi luoghi fin dalla preistoria. Il nome del paese, secondo le ipotesi più accreditate, deriverebbe dalla divinità celtica delle acque Ness, oppure da una parola collegata all’atto di ormeggiare e alla potenza del corso d’acqua.

Nesso 1

@RebeccaManzi/GreenMe

La cascata di 200 metri e il celebre ponte della Civera

La ricchezza di questo borgo è sempre dipesa dall’ambiente naturale che lo circonda. Il punto focale di qualunque visita è senza dubbio l’Orrido di Nesso, un canyon scavato dalla natura dove l’incontro tra i torrenti Tuf e Nosè genera uno straordinario getto d’acqua che precipita per 200 metri fino al Lago di Como.

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Il flusso d’acqua tocca il suo apice in primavera oppure dopo piogge intense. Questa formidabile forza idrica, un tempo, alimentava mulini, cartiere, frantoi e filatoi, insieme a due opifici dedicati alla seta di cui restano ancora oggi tracce visibili all’interno della gola.

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Per ammirare la cascata da vicino, dopo aver percorso i vicoli della frazione di Coatesa e parcheggiato per pochi minuti lungo la strada (va detto che la mancanza quasi totale di posti auto è l’unico vero neo del luogo), abbiamo imboccato la nota scalinata di 340 gradini che conduce fino alla riva del lago. Giunti in fondo, ci siamo trovati davanti il Ponte della Civera, un’antica struttura in pietra risalente all’epoca romana che collega Coatesa con la sponda opposta di Riva del Castello.

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Un panorama che ha conquistato Hitchcock e Leonardo

Proprio questo ponte a schiena d’asino, scelto anche dal regista Alfred Hitchcock come location per il suo film muto del 1925 Il Labirinto delle Passioni, offre la vista più suggestiva sull’acqua sottostante, dove sembra che il tempo si sia bloccato. Un panorama talmente evocativo da ammaliare perfino Leonardo da Vinci, il quale nel suo Codice Atlantico descrisse la meraviglia di questa spaccatura montana, oltre ad artisti come Federico e Carolina Lose e allo scrittore Giambattista Bazzoni, che ambientò proprio qui il romanzo Il Falco della Rupe o la Guerra di Musso. E osservandolo dal vivo, è davvero facile capire il motivo di tanto fascino nel corso dei secoli.

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