Lago Delio: trekking tra leggende e panorami sul Lago Maggiore

Fuggi dal caldo al Lago Delio: un trekking immerso nella natura, tra leggende antiche e viste spettacolari sul Lago Maggiore in Lombardia.

Hai bisogno di sfuggire all’afa estiva? Ti piacerebbe concederti una camminata rilassante immersa nella natura più autentica, tra racconti antichi e panorami da cartolina? Esiste un angolo dove il fresco dei monti si fonde con l’incanto del Lago Maggiore, offrendoti quella sensazione unica di camminare in equilibrio tra cielo e acqua. Sto parlando del Lago Delio, una piccola perla della Lombardia ancora poco conosciuta, situata nell’Alto Varesotto sopra Maccagno con Pino e Veddasca.

@RebeccaManzi/GreenMe

Come arrivare al lago Delio

Adagiato a circa 1000 metri d’altitudine, questo specchio d’acqua di origine glaciale si trova incastonato tra il Monte Cadrigna e il Monte Borgna. Il viaggio per raggiungerlo è già un’esperienza di per sé: partendo da Milano bastano circa due ore di macchina, lungo una strada panoramica costellata di curve (occorre prestare attenzione alla carreggiata, specialmente nel tratto conclusivo) che offre vedute spettacolari sul castello di Cannero Riviera. Durante il secolo scorso, l’uomo ha modificato l’aspetto del bacino: le due dighe realizzate dalla Società Idroelettrica Subalpina forniscono energia alla centrale Enel di Ronco Valgrande.

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Sentieri boscosi e panorami spettacolari

Il nostro giro è partito dal parcheggio gratuito situato vicino al bacino idrico. Il percorso ad anello misura circa 5 chilometri e richiede appena un’ora di camminata. Il primo tratto corre lungo la strada asfaltata, che porta fino all’area picnic equipaggiata con tavoli e griglie. Continuando verso la diga settentrionale, abbiamo preso il sentiero non asfaltato sulla destra, avvolto da una vegetazione rigogliosa.

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Nel silenzio più assoluto, abbiamo superato una ganda, resto di un’antica frana rocciosa, ammirando i riflessi di luce che danzano sulla superficie dell’acqua. Chi desidera allungare la camminata può deviare verso il belvedere del Monte Borgna, mentre scendendo fino alla sponda si può ammirare la limpidezza cristallina dell’acqua.

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Le storie del villaggio scomparso

Ciò che rende speciale questo luogo sono le sue tradizioni orali. Il primo racconto risale al IV secolo e ha come figura centrale San Silvestro. Giunto nel villaggio per diffondere il cristianesimo tra gli abitanti devoti al dio del sole Helios, il santo fu allontanato con violenza e perseguitato. La punizione divina si abbatté sull’irriverenza degli abitanti scatenando una frana di fango e acqua che ricoprì per sempre il paese.

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Un’altra storia narra del florido villaggio di Elio, i cui abitanti erano freddi ed egocentrici. Furono solo una madre e la sua bambina, occupate a preparare una minestra di castagne, a offrire ospitalità e nutrimento a un mendicante bisognoso. Quell’uomo, che si rivelò essere San Rocco, avvertì le due donne generose della sciagura imminente. Mentre correvano verso la vicina località di Campagnano, un fragore improvviso fece sparire l’intero paese. Si narra che ancora oggi, nelle notti più tranquille, si possano ascoltare i rintocchi delle campane provenire dalle profondità del lago.

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La chiesa di San Rocco e la cascata della Froda

Durante il tragitto di rientro abbiamo fatto una sosta a Campagnano per vedere la piccola chiesa dedicata proprio a San Rocco. Dalla sua terrazza panoramica si gode una vista straordinaria, capace di comprendere sia la costa italiana che quella svizzera del Lago Maggiore.

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Se hai ancora forze da spendere, la vicina Cascata della Froda merita una tappa prima di chiudere la giornata. Il Lago Delio è raggiungibile gratuitamente in ogni stagione dell’anno, ma rivela il suo fascino maggiore durante primavera ed estate. Non dimenticare di calzare scarponi da trekking adeguati, portare con te una felpa perché le condizioni meteo qui possono variare rapidamente, una bottiglia d’acqua e un telo per goderti un momento di relax sul prato: essendo privo di strutture balneari organizzate, il luogo mantiene intatto il suo carattere genuino e selvaggio.

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