Osteopatia riconosciuta dal SSN: nuova era per professionisti e assistiti

Osteopatia ufficialmente nel SSN: riconoscimento sanitario completo, percorso universitario e nuove tutele per pazienti e professionisti.

Si chiude finalmente un capitolo lungo anni fatto di normative, decreti e iter burocratici: l’osteopatia ottiene il riconoscimento completo all’interno del Servizio sanitario nazionale del nostro Paese. Grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto relativo ai parametri di equipollenza delle qualifiche professionali, si completa il cammino inaugurato dalla Legge 3 del 2018, che aveva stabilito il riconoscimento dell’osteopata quale professione del comparto sanitario.

Si tratta di una trasformazione epocale per le migliaia di operatori che esercitano questa disciplina e, in prospettiva, anche per i numerosi cittadini che già oggi ricorrono all’osteopatia per affrontare problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico, dolori persistenti, alterazioni posturali e percorsi di recupero funzionale.

Fino a questo momento l’osteopatia nel nostro Paese si trovava in una condizione normativa ambigua: ampiamente praticata sul territorio, ma senza un pieno riconoscimento all’interno del sistema sanitario. Con l’arrivo di questo decreto la situazione si ribalta completamente: l’osteopata acquisisce lo status di professione sanitaria ufficiale, con un iter formativo universitario che abilita all’esercizio, parametri definiti per validare i titoli già conseguiti e l’integrazione nel servizio sanitario pubblico.

Concretamente, si porta a compimento un processo avviato più di un decennio fa, articolato in diverse fasi:

  • la Legge 3/2018, che ha istituito la figura sanitaria dell’osteopata
  • il DPR 131/2021, che ne ha delineato il profilo e le competenze specifiche
  • il decreto del 2023 relativo all’ordinamento accademico del corso di laurea in Osteopatia
  • infine il Dpcm del marzo 2026, reso pubblico il 22 maggio sulla Gazzetta Ufficiale, che definisce i parametri per riconoscere titoli ed esperienza degli osteopati già operativi

Oggi festeggiamo un passaggio che rimarrà impresso nella memoria della nostra professione – ha affermato Mauro Longobardi, presidente del ROI, Registro Osteopati d’Italia. Secondo la sua visione, il riconoscimento formale costituisce anche una scelta indispensabile “per tutelare l’esistenza stessa dell’osteopatia come professione autonoma, riconosciuta e completamente integrata nel sistema sanitario“.

Dibattito scientifico e prospettive future

L’integrazione nel Ssn riaccende inevitabilmente anche il confronto scientifico attorno all’osteopatia. Negli anni recenti numerose ricerche hanno messo in luce vantaggi soprattutto nella gestione di alcuni disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, come dolori lombari, cervicalgie e dolore persistente, mentre rimane più dibattuta l’efficacia rispetto ad altre patologie.

Proprio per questa ragione il riconoscimento sanitario potrebbe generare anche un altro risultato rilevante: promuovere un controllo più stringente, criteri formativi più severi e una migliore integrazione con la medicina convenzionale e i programmi riabilitativi che coinvolgono più discipline.

Per gli assistiti, invece, questa novità potrebbe concretizzarsi in una protezione professionale più solida e nella possibilità, negli anni a venire, di vedere l’osteopatia sempre più presente nei servizi pubblici dedicati alla prevenzione e alla riabilitazione.

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