Bebe Vio dice addio alla scherma paralimpica per motivi di salute

La schermitrice paralimpica Bebe Vio annuncia l'abbandono della disciplina per problemi fisici e si dedica all'atletica con i 100 metri.

Un annuncio importante, condiviso durante la sua partecipazione alla trasmissione Che tempo che fa con la trasparenza che da sempre contraddistingue il suo approccio allo sport e all’esistenza. Bebe Vio si ritira dalla scherma paralimpica, la disciplina che l’ha trasformata in una delle sportive più celebrate e iconiche a livello globale. L’atleta ha chiarito che questa decisione è arrivata dopo un periodo difficile sul piano della salute:

Negli ultimi tempi ho affrontato numerose difficoltà fisiche. Non l’avevo mai dichiarato pubblicamente: purtroppo la mia storia con la scherma si conclude qui, il mio corpo non regge più ma ho provato a impegnarmi in altre discipline.

Un nuovo percorso: l’atletica leggera e la velocità

Chiudere con la scherma non equivale a rinunciare allo sport. Il tappeto su cui ha costruito la sua carriera cede ora il posto a una sfida inedita e per Bebe Vio è già partita una nuova esperienza agonistica.

Ora abbiamo, e uso il plurale perché questo progetto è possibile solo grazie a un team di persone che mi supporta in questo percorso. Stiamo iniziando con l’atletica leggera. Credo che mi concentrerò sui 100 metri.

Questa transizione nasce anche dall’esigenza di ridurre lo stress fisico che negli ultimi tempi era diventato insostenibile. L’ultima competizione schermistica dell’atleta risale alle Paralimpiadi parigine del 2024, dove ha ottenuto due medaglie di bronzo. Nei mesi successivi però le condizioni sono peggiorate, con manifestazioni fisiche allarmanti che l’hanno spinta a ripensare il suo futuro sportivo.

Ho affrontato le Paralimpiadi con timore. Avevo cominciato a bloccarmi, talvolta si paralizzava una parte del mio corpo. Ho già perso metà corpo e se anche quella rimasta smette di rispondere è davvero grave. Si bloccava una porzione del mio fisico, senza che riuscissi a comprenderne il motivo. Agli Europei nello spogliatoio tentavo di alzarmi dal lettino senza riuscirci: la gamba destra cedeva, l’occhio perdeva la vista, il braccio non reagiva. Anche durante gli allenamenti è successo. Gareggiavo con l’ansia e mi sono promessa di non fare più nulla con questa paura. È stata una scelta obbligata abbandonarla.

Bebe però non poteva immaginare una vita senza competizione:

L’idea di risvegliarmi senza una meta sportiva mi devastava mentalmente. Dai cinque anni ho sempre pensato alla palestra, agli allenamenti, al progresso. Non saprei vivere diversamente.

Chi è Bebe Vio: una vicenda che ha rivoluzionato lo sport paralimpico

Il nome completo è Beatrice Maria Adelaide Marzia Vio Grandis, ma il mondo la conosce come Bebe Vio. Nata a Venezia e cresciuta a Mogliano Veneto, ha cominciato a tirare di scherma all’età di cinque anni. La sua esistenza subisce una svolta drammatica nel 2008, quando a undici anni viene aggredita da una meningite fulminante. L’infezione obbliga i chirurghi ad amputarle gambe e avambracci per preservarle la vita.

Dopo 104 giorni di ospedalizzazione e un percorso riabilitativo intenso, Bebe sceglie di ritornare alla disciplina che tanto amava. Grazie a una protesi specifica realizzata per reggere il fioretto, ricomincia ad allenarsi fino a diventare una delle schermitrici paralimpiche più competitive della sua epoca.

I trionfi e un percorso eccezionale

Il curriculum sportivo di Bebe Vio rappresenta una serie straordinaria di traguardi. Il suo medagliere comprende due ori paralimpici, ottenuti nel fioretto individuale a Rio 2016 e Tokyo 2020.

A questi si sommano un argento e un bronzo paralimpici, oltre a innumerevoli riconoscimenti internazionali. Ai Mondiali ha collezionato cinque ori e due bronzi, mentre agli Europei ha conquistato cinque ori e un argento. Con il tempo è diventata ben più di una vincitrice: un emblema mondiale di tenacia, integrazione e forza d’animo, riuscendo a portare il movimento paralimpico all’attenzione globale.

Dal tappeto alla pista: un capitolo inedito

Abbandonare la disciplina che l’ha resa celebre non rappresenta una capitolazione. Per Bebe Vio è semplicemente un ulteriore inizio. La pista d’atletica prende ora il posto del tappeto, i 100 metri si trasformano nel nuovo traguardo. Un ambiente completamente differente, che richiederà preparazione, modifiche e metodologie inedite. Ma chi conosce la sua vicenda sa che le prove non l’hanno mai intimorita. E quando Bebe Vio sceglie di ripartire, lo fa sempre con la medesima attitudine: guardando oltre e correndo verso qualcosa di diverso.

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