Cicli yo-yo del peso possono ridurre grasso viscerale e migliorare parametri metabolici secondo nuovo studio scientifico internazionale
Nel mondo ossessionato dalle diete, il numero sulla bilancia è diventato un metro di giudizio. Ogni oscillazione viene interpretata come vittoria o sconfitta personale. In questo contesto si inserisce un fenomeno diffusissimo: il ciclo yo-yo del peso, quella continua alternanza tra perdita e riacquisto dei chili che caratterizza molti percorsi alimentari.
Tradizionalmente, la comunità scientifica ha guardato con preoccupazione a questo andamento altalenante. Numerosi studi hanno infatti collegato le fluttuazioni ponderali ripetute a un maggiore pericolo di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Questa prospettiva ha rafforzato l’immagine di un organismo danneggiato dai continui sforzi di riduzione ponderale.
Tuttavia, un’analisi più approfondita dei meccanismi interni rivela uno scenario differente. Una ricerca apparsa sulla rivista BMC Medicine indica che i ripetuti periodi di calo ponderale possono generare conseguenze favorevoli nel tempo, specialmente riguardo alla diminuzione del tessuto adiposo viscerale addominale, la forma più insidiosa di grasso che si deposita intorno agli organi vitali. L’aspetto sorprendente è che questi vantaggi possono mantenersi anche durante le fasi di recupero ponderale.
Cicli multipli di perdita peso favoriscono il metabolismo
La ricerca rappresenta, secondo gli autori, il più ampio trial longitudinale basato su imaging a risonanza magnetica focalizzato sulle perdite ponderali cicliche. Gli studiosi hanno esaminato circa 300 soggetti partecipanti a due protocolli clinici consecutivi, ognuno con una durata di diciotto mesi.
Il protocollo nutrizionale prevedeva un approccio ispirato al modello alimentare mediterraneo integrato con esercizio fisico, comparato con regimi di riferimento. I volontari sono stati monitorati attraverso controlli effettuati a cinque e dieci anni di distanza.
L’elemento distintivo di questa indagine risiede nella metodologia impiegata per valutare le trasformazioni corporee. Oltre alla semplice misurazione del peso, i ricercatori hanno sfruttato scansioni di risonanza magnetica ad alta precisione, eseguite prima e dopo ciascun protocollo, per studiare la localizzazione del tessuto adiposo e i principali parametri metabolici.
All’avvio del secondo protocollo dietetico, numerosi partecipanti presentavano valori ponderali sostanzialmente identici a quelli rilevati all’inizio del primo intervento. In sostanza, avevano riguadagnato interamente i chilogrammi persi. Un tipico scenario di oscillazione yo-yo del peso corporeo. Ciononostante, le immagini diagnostiche hanno rivelato un dato inaspettato. Il quadro metabolico dei soggetti risultava significativamente migliorato rispetto ai parametri iniziali, con progressi quantificati tra il 15% e il 25%.
Tra questi miglioramenti emergevano una superiore risposta insulinica e un profilo lipidico ottimizzato, indicatori di una condizione metabolica più equilibrata. Il peso corporeo, dunque, mostrava un ritorno ai livelli di partenza. L’organismo, invece, aveva registrato modifiche più sostanziali. Secondo la professoressa Iris Shai, coordinatrice della ricerca, questi esiti suggeriscono l’esistenza di una forma di memoria cardiometabolica.
Quando un individuo modifica le proprie abitudini alimentari e introduce movimento fisico, il corpo risponde attivando adattamenti metabolici. Alcune di queste modificazioni possono persistere anche quando, successivamente, il peso corporeo aumenta nuovamente. Il primo autore dello studio, Hadar Klein, ricercatore presso la Ben-Gurion University of the Negev, sottolinea che l’efficacia di un regime alimentare non dovrebbe essere valutata unicamente attraverso il peso.
La diminuzione del grasso viscerale e il miglioramento dei marcatori biochimici metabolici rappresentano aspetti fondamentali della salute che frequentemente vengono trascurati nelle valutazioni più immediate. Un ulteriore dato significativo riguarda il secondo protocollo dietetico. I partecipanti hanno registrato una perdita ponderale inferiore rispetto al primo intervento, ma i benefici complessivi su adiposità addominale e funzione metabolica sono rimasti manifesti.
Nel monitoraggio condotto cinque anni dopo il termine del secondo programma, i partecipanti che avevano affrontato due cicli di riduzione ponderale presentavano un minore riacquisto di peso e una ridotta accumulazione di grasso addominale rispetto a chi aveva completato un solo intervento. Lo studio nasce da una collaborazione internazionale che ha coinvolto il Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Harvard, l’University Hospital Leipzig in Germania e la School of Public Health della Tulane University di New Orleans.
La ricerca propone un concetto che può modificare la nostra percezione del rapporto con il peso. I percorsi nutrizionali seguono raramente una progressione lineare. Tentativi, interruzioni, nuovi inizi caratterizzano l’esperienza di innumerevoli persone. Tuttavia, anche in queste traiettorie discontinue, l’organismo continua a memorizzare e preservare una parte delle modificazioni positive che introduciamo nel nostro stile di vita.
Fonte: BMC Medicine