Rasiglia, il borgo umbro rinato dall’acqua grazie alla sua gente

Scopri Rasiglia, piccolo borgo umbro attraversato da sorgenti e cascate, rinato grazie all'impegno della comunità locale. Un gioiello da visitare.

Durante la nostra recente avventura in camper all’inizio dell’anno, abbiamo realizzato un sogno custodito da tempo: visitare Rasiglia, gioiello nascosto dell’Umbria. Situata tra le vette appenniniche a più di 600 metri sul livello del mare, questa minuscola località appartenente al territorio comunale di Foligno custodisce gelosamente l’atmosfera dei villaggi medievali. Si tratta di un piccolo centro abitato da poche persone, apparentemente dimenticato dal tempo, che oggi attira numerosi visitatori e appassionati di fotografia grazie a una peculiarità straordinaria: un connubio perfetto tra natura, memoria storica e corsi d’acqua, che qui non fanno da semplice sfondo ma rappresentano l’anima del luogo.

@Rebecca Manzi/GreenMe

Un villaggio plasmato dalle acque sorgive

La conformazione a teatro naturale e la continua presenza dell’elemento acquatico rendono questo luogo davvero speciale, tanto da meritarsi l’appellativo di “Venezia umbra”. Questo nome deriva dall’intricata rete di torrenti, fonti e piccole cascate che percorrono l’abitato, creando una colonna sonora naturale che accompagna ogni visitatore.

La fonte di Capovena, che sgorga nella zona superiore del villaggio, genera un complesso sistema di rigagnoli, canali e salti d’acqua che attraversano tutto il centro fino a raggiungere la famosa Peschiera, un’ampia vasca di epoca medievale che si collega al torrente Menotre.

Oltre a Capovena, la zona ospita altre importanti fonti come Alzabove, Venarella, Le Vene e Vena Pidocchiosa, alcune delle quali continuano a fornire acqua alla Valle Umbra meridionale. Si tratta di un ecosistema idrico articolato che rende questo borgo un esempio significativo anche sotto il profilo naturalistico e geologico.

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Le radici medievali e l’importanza strategica

I primi documenti scritti che menzionano Rasiglia risalgono al XII secolo. La collocazione geografica, al confine tra le terre di Foligno e quelle di Spoleto, indusse l’influente casata dei Trinci a rafforzare il territorio con il Castrum et Roccha Rasilia. Della fortificazione rimangono oggi porzioni delle cinta muraria e una torre, ma la loro presenza continua a testimoniare l’importanza strategica del villaggio lungo le antiche strade mercantili che univano mare Adriatico e Tirreno, come la Via della Spina.

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Una storia produttiva strettamente legata alle risorse idriche

La ricchezza d’acqua permise lo sviluppo di frantoi, folloni e laboratori artigianali, trasformando Rasiglia in un polo rilevante per la filatura della lana, l’arte tessile e la colorazione dei tessuti. Una floridezza economica che continuò ininterrotta fino all’avvento della meccanizzazione industriale, quando le nuove tecnologie e il trasferimento degli abitanti verso Foligno diedero inizio a un progressivo abbandono. Ancora adesso si possono ammirare antichi mulini del Quattrocento, telai d’epoca e attrezzature originali che raccontano la vocazione manifatturiera del borgo.

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Dall’abbandono alla resurrezione grazie agli abitanti

Il secolo scorso portò una fase di progressivo spopolamento, peggiorata dal sisma del 1997, che provocò ulteriori devastazioni e defezioni. Sembrava il tramonto definitivo di un’epoca, ma Rasiglia ha dimostrato resilienza. Il punto di svolta arriva nel 2007 grazie all’iniziativa dell’Associazione Rasiglia e le sue sorgenti, che dà vita a un programma di recupero fondato su cura, protezione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il restauro della Peschiera, il recupero delle antiche strutture produttive e l’organizzazione di manifestazioni hanno ridato al villaggio nuova linfa vitale, con i social media che hanno amplificato questa rinascita trasformandola in un esempio virtuoso di salvaguardia dei beni storici.

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Un centro storico pedonale, dove l’acqua detta il ritmo

Attualmente Rasiglia ospita circa 40 residenti. Il crescente flusso di turisti costituisce un’occasione importante, ma anche una responsabilità. Il vero tesoro del borgo risiede nella sua genuinità, in un legame con l’acqua e l’ambiente circostante che necessita di cura e considerazione. Rasiglia non cerca notorietà effimera, ma presenza consapevole e contemplazione.

Uno degli aspetti distintivi è la decisione di preservare il nucleo antico privo di traffico veicolare, con le automobili parcheggiate nelle aree esterne. Il villaggio si scopre esclusivamente camminando, assecondando il flusso dell’acqua che scorre tra muratura antica, vegetazione e fioritura. Ogni periodo dell’anno offre un quadro differente: la bella stagione e l’estate enfatizzano le tonalità vivaci e la frescura dei rivoli, mentre i mesi freddi regalano ambientazioni più intime e evocative.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è sicuramente il presepe vivente, che anima il borgo il 26 dicembre e il 6 gennaio e che abbiamo avuto il privilegio di ammirare, nonostante una giornata piovosa. Il desiderio per il futuro? Per noi di ritornare con condizioni meteorologiche più favorevoli che esaltino i colori riflessi nell’acqua. Per Rasiglia, invece, di conservare per sempre la sua essenza: autentica e cristallina.

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