Parchi eolici italiani: itinerari tra pale, sentieri e tradizioni

Scopri 34 parchi eolici italiani attraverso sentieri, borghi e sapori locali nella guida di Legambiente per un turismo sostenibile.

Spesso osserviamo gli impianti eolici da distanze considerevoli, notandoli come elementi distintivi sui crinali montani, torri che ridefiniscono i contorni delle nostre colline e modificano il panorama circostante. L’ultima pubblicazione della raccolta Parchi del Vento propone invece un approccio differente: attorno a queste installazioni esistono percorsi escursionistici, vie sterrate, specchi d’acqua, centri abitati minori, zone agricole, specialità enogastronomiche e testimonianze storiche che possono trasformarsi in componenti di un’esperienza di viaggio più riflessiva, maggiormente concentrata sui luoghi e sulle loro evoluzioni.

L’edizione numero cinque di questa raccolta, sostenuta da Legambiente in occasione della Giornata mondiale del vento, censisce 34 installazioni eoliche sul territorio nazionale, distribuite lungo tutta la penisola, descrivendole sia sotto il profilo della produzione energetica sia da quello dell’offerta turistica. Il concetto di base risulta immediato: dimostrare come le fonti rinnovabili possano integrarsi con le zone interne e, quando realizzate secondo criteri appropriati, apportare benefici anche alla promozione territoriale.

Visitare gli impianti del vento

La pubblicazione non si ferma alla semplice localizzazione delle strutture. Per ciascuna installazione eolica vengono fornite informazioni utili per l’accesso, consigli sui tracciati e sentieri disponibili, indicazioni sulle attrattive circostanti, opzioni per il pernottamento e luoghi dove gustare le specialità gastronomiche locali. All’interno di questi percorsi trovano spazio escursioni a piedi, piste ciclabili, passeggiate equestri, arrampicate sportive, discese fluviali e osservazione dell’avifauna, accanto a centri storici, testimonianze archeologiche, scenari agricoli e usanze tradizionali.

Il prodotto finale rappresenta una lettura alternativa dell’energia eolica: non soltanto come struttura per la produzione elettrica, ma anche come accesso privilegiato verso aree spesso trascurate dai flussi turistici convenzionali. Dall’altipiano sardo di Sa Turrina Manna alle dorsali di Baselice nel territorio beneventano, dall’antico percorso dell’Appia pugliese ai luoghi verghiani siciliani, l’esperienza proposta dalla raccolta combina produzione energetica sostenibile e turismo sostenibile, prestando particolare attenzione alle popolazioni residenti in quei contesti.

Nell’edizione 2026 vengono inserite sette nuove località: quattro in territorio siciliano, una in Sardegna, una in Campania e una in Puglia. Nella Sicilia occidentale, nelle municipalità di Partinico-Monreale, Camporeale, Salemi e Castelvetrano, le installazioni illustrano anche la pratica del repowering, ovvero la rimozione delle turbine obsolete e la loro sostituzione con macchinari tecnologicamente avanzati. In queste situazioni la quantità di aerogeneratori può ridursi, mentre la capacità produttiva cresce. Dalle alture si aprono panorami sui bacini Poma e Trinità, mentre il percorso collega il Duomo di Monreale, il centro storico di Salemi, le rovine di Selinunte, i mosaici di Borgo Parrini, gli uliveti della Dop Val di Mazara e le produzioni vinicole Doc territoriali.

In Sardegna, nelle amministrazioni di Tula ed Erula, l’installazione eolica di Sa Turrina Manna, dalla capacità di 80 MW, viene presentata come modello di integrazione tra conversione energetica e turismo consapevole. Le vie di servizio dell’impianto si trasformano in tracciati per escursioni pedestri e ciclistiche, con vedute sulla Gallura e sul Monte Acuto, tra il bacino Coghinas, le foreste dell’altopiano e le tradizioni del centro di Tula.

Ammodernamento e comunità

guida parchi del vento

Uno degli aspetti più rilevanti della raccolta riguarda proprio il repowering. Nella pratica significa operare su strutture già operative, rimpiazzando turbine datate con aerogeneratori di ultima generazione. Questo consente di incrementare la capacità installata, diminuire la quantità di macchinari e ottimizzare l’utilizzo di superfici già dedicate alla generazione elettrica.

Si tratta di un passaggio significativo perché permette l’espansione dell’eolico limitando l’occupazione di nuove aree e migliorando il rendimento dei siti già funzionanti. Per le popolazioni locali può rappresentare anche un’opportunità per riconsiderare il legame tra installazioni, ambiente e attività produttive, includendo accoglienza turistica, manutenzione, ospitalità e filiere territoriali.

Secondo l’associazione ambientalista, l’energia eolica rimane una tecnologia fondamentale per la conversione energetica nazionale, specialmente nelle regioni meridionali, dove le condizioni meteorologiche risultano particolarmente propizie. Giorgio Zampetti, direttore generale dell’organizzazione, evidenzia l’urgenza di accelerare nella costruzione di nuove strutture, sia terrestri sia offshore, semplificando le procedure autorizzative e coinvolgendo attivamente le comunità territoriali.

Questa raccolta — afferma Katiuscia Eroe, responsabile energia dell’associazione — rappresenta un invito a intraprendere un percorso alla scoperta dell’eolico realizzato correttamente: quello integrato nelle aree rurali e negli ambienti naturali. Una dimostrazione concreta di come sostenibilità ambientale e crescita economica possano avanzare congiuntamente, anche grazie a innovazioni come il repowering, che consente di ridurre la quantità di turbine, incrementandone la capacità e minimizzando gli impatti sul paesaggio. Il viaggiatore potrà così beneficiare di un turismo riflessivo e responsabile, che esplora le potenzialità dell’energia sostenibile e i sapori, l’arte e la natura che circondano gli impianti. Non resta che scegliere

Un’espansione ancora contenuta

Le cifre dell’eolico nazionale evidenziano una progressione, anche se il ritmo rimane ancora lontano da quello richiesto per conseguire gli obiettivi climatici. Nel 2025 sono stati realizzati 608 nuovi MW di capacità eolica, per un ammontare complessivo di 13.598 MW. La generazione annuale ha raggiunto 21.360 GWh, quantità sufficiente per soddisfare le necessità di circa 7,9 milioni di nuclei familiari.

Confrontando con il 2004, quando la capacità installata ammontava a 1.131 MW, la trasformazione appare evidente. Nel 2025 l’eolico ha fornito il 16,7% della produzione rinnovabile nazionale e il 6,9% dei consumi totali, registrando tuttavia una leggera diminuzione della produzione annua rispetto al 2024.

Le installazioni eoliche presenti sul territorio italiano ammontano a 6.169, distribuite in tutte le regioni. La Puglia mantiene il primato per numero di impianti, 1.427, e per capacità installata, 3.674 MW, con 439 MW aggiunti solamente nel 2025 e 21 nuove installazioni eoliche. Seguono Sicilia, Campania e Basilicata, tre regioni che continuano a costituire una porzione rilevante della produzione nazionale da fonte eolica.

La raccolta Parchi del Vento descrive proprio questa duplice dimensione: da un lato una tecnologia rinnovabile che necessita di un’espansione più decisa, dall’altro territori che possono essere attraversati con ritmo tranquillo, senza considerare l’energia come elemento distinto dalla quotidianità. Le turbine rimangono visibili sul paesaggio. Attorno, però, esistono strade, centri abitati, boschi, laghi, vigneti e tavole imbandite. Il vento, talvolta, conduce anche verso nuove destinazioni.

Scarica qui la nuova Guida Parchi del vento 2026

Fonte: Legambiente

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