Bedonia, Tornolo e Ottone sono i comuni più boscosi dell'Emilia-Romagna. Scopri come Visit Emilia ha ottenuto la certificazione di sostenibilità GSTC.
L’Emilia-Romagna, terra conosciuta in tutto il mondo per le sue specialità culinarie e i centri storici ricchi d’arte, nasconde un volto decisamente più selvaggio tra le pieghe del suo Appennino. Una recente analisi condotta dalla Regione ha portato alla luce un primato sorprendente in fatto di copertura forestale, che premia in particolare i territori riuniti sotto il marchio Destinazione Turistica Emilia – Visit Emilia, con Parma, Piacenza e Reggio Emilia protagoniste assolute della classifica.

@Gianmarco Bozzia
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Il polmone verde della montagna emiliana
I territori più ricoperti di bosco: il primato spetta a Visit Emilia
Stando alla nuova tabella dei coefficienti di boscosità approvata dalla Regione Emilia-Romagna (determinazione n. 6273 del 31 marzo 2026, elaborata sulla base della Carta forestale regionale 2025), i tre comuni con la maggiore quota di superficie coperta da foresta appartengono tutti all’area di Visit Emilia. Ecco la classifica:
- Bedonia (PR): 88,1%
- Tornolo (PR): 87,3%
- Ottone (PC): 86,2%
I primi due comuni sorgono nell’Alta Val Taro, nel Parmense, mentre il terzo si colloca nell’alta Val Trebbia, territorio piacentino. Non si tratta di un caso isolato: ben 7 dei primi 10 comuni più verdi di tutta la regione, e addirittura 14 dei primi 20, appartengono al territorio compreso tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia. In queste tre province, su un totale di 132 comuni, ben 31 superano il 50% di copertura boschiva.
Oltre il podio: una ricchezza naturale diffusa
Accanto ai tre comuni in vetta, numerosi altri centri dell’Appennino emiliano registrano percentuali notevoli di territorio boscato. È il caso di Cerignale (PC), all’81,2%, e Zerba (PC), all’80,4%, a cui seguono Compiano (PR) con il 79,3%, Bardi (PR) e Berceto (PR), entrambi fermi al 78,0%, Valmozzola (PR) al 77,9% e Ferriere (PC) al 77,6%. Si tratta di un autentico intreccio di vallate – Val Taro, Val Ceno, Val Trebbia, Val Nure, Val d’Aveto, Valli del Parma e dell’Enza – dove la foresta non è semplicemente uno sfondo, ma costituisce l’essenza stessa del paesaggio.
Come spiega Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, «Questi dati confermano ciò che chi abita o visita la nostra montagna sa da tempo: l’Appennino emiliano è, di fatto, una grande foresta abitata. Vedere il podio regionale e sette comuni su dieci tra i più boscosi ci riempie di orgoglio, ma ci impone anche una grande responsabilità. Questi boschi rappresentano un patrimonio prezioso di biodiversità, risorse idriche e aria pulita, e costituiscono il motivo per cui molti viaggiatori scelgono di camminare, pedalare e soggiornare nei nostri borghi».
Visit Emilia: esempio concreto di turismo sostenibile certificato
Questo patrimonio naturale si affianca a un altro risultato di grande rilievo: Visit Emilia ha ottenuto di recente la certificazione del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), l’organismo internazionale che stabilisce gli standard globali in materia di turismo responsabile. Grazie a questo riconoscimento, Visit Emilia è diventata la destinazione certificata più estesa dell’intero mondo occidentale, abbracciando le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, per un totale di 8.324 km² e circa 1,28 milioni di residenti.
La certificazione GSTC si basa su criteri rigorosi di sostenibilità ambientale, che spaziano dalla protezione delle aree naturali alla gestione oculata delle risorse. In questo contesto, il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e le Riserve della Biosfera MaB UNESCO (Appennino Tosco-Emiliano e Po Grande) svolgono un ruolo determinante, testimoniando un impegno concreto nella salvaguardia di un territorio che merita tanto di essere ammirato quanto protetto.
Il riconoscimento è il risultato del progetto «Emilia sostenibile», frutto di un anno di lavoro intenso e di numerosi incontri partecipativi sul territorio, condotto grazie al rilascio dell’ente certificatore Vireo e al supporto tecnico di Virtou.
La prossima volta che percorrerete i sentieri che si snodano sopra Bedonia, nell’Alta Val Trebbia o lungo il crinale di Ventasso, saprete di camminare nel cuore verde e pulsante dell’Emilia-Romagna. Un’esperienza che invita a fermarsi e respirare, per cogliere appieno la bellezza e l’energia di una regione capace di trasformare la propria natura non solo in una risorsa da sfruttare, ma in un autentico modello di sviluppo sostenibile per il turismo del futuro.